Dusan Vlahovic è sbarcato a Torino nel gennaio del 2022 dalla Fiorentina: le cifre dell’operazione si aggiravano intorno agli 80 milioni di euro, prezzo motivato dai numeri da top player fatti nell’ultimo biennio a Firenze a soli 22 anni. Nel primo mese con la casacca bianconera ha fatto faville tra gol e assist, giustificando immediatamente l’investimento, ma le sue prestazioni non sono rimaste costanti nel corso della sua esperienza juventina. Ha mantenuto solo in parte le aspettative iniziali, alternando periodi di grande forma a lunghi digiuni dal gol.
Il carattere e una certa “frenesia” in campo hanno spesso macchiato negativamente le sue prestazioni, portandolo a commettere errori grossolani sottoporta che hanno condizionato alcune partite importanti, costando punti preziosi alla squadra. Va però sottolineato anche il contributo dato nei match in cui ha mostrato freddezza e personalità, risultando decisivo ai fini della vittoria, come nella finale di Coppa Italia del 2024 o nella gara di Champions League contro il Borussia Dortmund, dove riuscì a pareggiare la partita mettendo a referto un gol e un assist.
Vlahovic, i pro e contro del rinnovo
Dusan Vlahovic è ormai a soli due mesi dalla scadenza del contratto con la Juventus. Le trattative per il rinnovo sono rimaste in standby dopo un piccolo avvicinamento ad aprile, che aveva fatto pensare alla possibilità di proseguire il matrimonio con il club bianconero. A rallentare la trattativa è soprattutto lo stipendio percepito dal serbo: attualmente guadagna 12 milioni di euro e la dirigenza gli ha proposto un rinnovo con un ingaggio ridotto di almeno 4-5 milioni. Lo stipendio che percepisce è sicuramente elevato, soprattutto se si vanno a valutare i numeri registrati durante la sua esperienza bianconera: 66 gol in 166 partite, con una percentuale di 0,40 gol a partita. Media non sufficiente per un attaccante che gioca in un club prestigioso come la Juventus e che punta a vincere tutte le competizioni.
Il gioco di Luciano Spalletti potrebbe esaltare le qualità del ventiseienne, e le ultime due reti al Verona e al Lecce possono esserne la prova: tutto lascia pensare che possa rappresentare il punto di riferimento offensivo del tecnico toscano, ma la sua ritrovata forma potrebbe rivelarsi l’ennesimo fuoco di paglia. Oltre al gol vittoria contro il Lecce, è giusto sottolineare anche le tre clamorose occasioni sprecate, che hanno lasciato il risultato in bilico fino al 90°, con il rischio di subire il gol del pareggio sulla conclusione di Konan N’dri, terminata di poco a lato al tramonto del match. Le ultime due giornate di campionato saranno importanti per decifrare il suo futuro, le scelte della dirigenza e soprattutto la volontà dello stesso Vlahovic: al momento, le trattative restano fredde e nessuna squadra si è ancora fatta avanti concretamente per assicurarsi l’attaccante serbo a parametro zero.
