Verso Torino-Juventus: tra tegole e rimpianti, bianconeri con le spalle al muro

Il rischio di una stagione che può sfumare all'ultima curva, con un Torino a caccia del primo successo dopo 11 anni. Spalletti prepara la gara tra recuperi dell'ultimo minuto e certezze offensive

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Domenica non si chiude soltanto il campionato della Juventus, ma una stagione piena di pressioni e continui ribaltamenti emotivi, con una sfida che arriva nel momento più delicato. Sarà il Derby della Mole a rappresentare l’ultimo atto di un’annata che, salvo clamorosi colpi di scena, è destinata a portare la Vecchia Signora fuori dalla zona Champions.

Dopo il pesante ko contro la Fiorentina, la squadra di Luciano Spalletti è precipitata al sesto posto, agganciata dal Como a quota 68 punti, scivolando dalle prime quattro posizioni. Adesso i bianconeri non possono più permettersi errori. Vincere contro il Torino è l’unica strada praticabile, anche se potrebbe non bastare. Serviranno anche passi falsi di Milan e Roma per riaprire le porte della massima competizione continentale. In caso contrario, sarà Europa League.

Thuram ancora a parte: derby a rischio

Per quanto riguardo il possibile undici iniziale, la principale preoccupazione in casa Juventus ruota attorno al nome di Khephren Thuram. Il centrocampista francese, entrato al 70′ nell’ultima sfida contro la Fiorentina, continua a convivere ormai da settimane con un fastidioso edema osseo. Anche negli ultimi allenamenti alla Continassa ha lavorato a parte, senza mai aggregarsi al gruppo. La sensazione è che si deciderà tutto all’ultimo momento, ma oggi l’ipotesi più concreta sembra quella di una convocazione con possibile impiego a gara in corso.

Yildiz recupera, la difesa cambia volto

Arrivano invece notizie più incoraggianti per Kenan Yildiz. Il talento turco, reduce da un’infiammazione che ne aveva limitato brillantezza e imprevedibilità, sta recuperando e dovrebbe partire regolarmente dal primo minuto, in una partita in cui i suoi colpi possono diventare un fattore.

Il vero problema per Spalletti sorge in difesa. Contro il Torino mancherà infatti Bremer, squalificato dopo il giallo rimediato contro la Fiorentina. Una tegola enorme per Spalletti, che perde il proprio leader del pacchetto arretrato e che dovrebbe di conseguenza affidarsi a Federico Gatti, favorito per affiancare Kelly al centro della retroguardia.

McKennie jolly, tridente confermato

Per il resto, Spalletti sembra orientato a confermare gran parte della formazione titolare nelle ultime settimane. Restano però da sciogliere alcuni dubbi in merito all’utilizzo di Weston McKennie. L’americano potrebbe essere impiegato sulla fascia, sulla trequarti oppure in mezzo al campo nel caso in cui Thuram non dovesse recuperare.

Una versatilità che rappresenta il suo marchio di fabbrica e potrebbe risultare determinante per il contributo alla causa bianconera anche negli ultimi 90 minuti della stagione. Nessun dubbio, invece, su chi agirà nel reparto avanzato, con Conceicao e Yildiz pronti ad attaccare le corsie esterne alle spalle di Dusan Vlahovic, chiamato ancora una volta a prendersi il peso dell’attacco juventino.

Il Torino sogna il colpo nel derby

Dall’altra parte, però, il Torino non ha alcuna intenzione di recitare il ruolo di comparsa. I granata sono già salvi, ma il derby resta il derby. Battere la Juventus significherebbe chiudere la stagione con una serata storica davanti al proprio pubblico e interrompere un digiuno che dura da troppo tempo.

L’ultima vittoria granata nel Derby della Mole risale infatti al 2015, quando la squadra allenata da Giampiero Ventura riuscì a imporsi per 2-1 in rimonta davanti ai propri tifosi. Da allora, il Torino non è più riuscito a vincere contro la Juventus: 23 derby consecutivi senza successi, con sette pareggi e sedici sconfitte.

Numeri che mostrano bene il peso storico di questa sfida, ma che nel derby spesso contano fino a un certo punto. Perché partite così si giocano soprattutto con la testa, con i nervi e con il coraggio di osare. Tutte caratteristiche che, in casa bianconera, non sono emerse nel match contro la Fiorentina, portando la Juventus a trovarsi letteralmente con le spalle al muro.

Roma, classe 1998. Seguo il mondo del pallone fin da quando ero bambino e il mio obiettivo è trasformare questa passione nel mio pane quotidiano. Sto perfezionando le mie competenze attraverso l’esperienza nella telecronaca, seguendo campionati di calcio a 11 e calcio a 8 nel panorama dilettantistico laziale. La voglia di mettermi in gioco mi spinge però a guardare oltre, con l’ambizione di raccontare e analizzare anche le partite del massimo campionato.

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