Il futuro di David De Gea alla Fiorentina entra in una fase di riflessione profonda, nonostante un contratto blindato fino al giugno 2028. Il portiere spagnolo, classe 1990, ha ribadito la volontà di proseguire il rapporto con il club viola – «Ho ancora due anni di contratto e qui sto bene», ha dichiarato recentemente alla stampa nazionale – ma il peso specifico del suo ingaggio sta spingendo la società a valutazioni di bilancio rigorose. Dopo il rinnovo con adeguamento dello scorso maggio, lo stipendio dell’ex Manchester United è passato da 1,2 a 3 milioni di euro netti a stagione, una cifra che oggi, a fronte di un rendimento altalenante tra salvezza e Conference League, impone alla dirigenza gigliata un’analisi costi-benefici senza sconti.
L’investimento tecnico su De Gea era stato programmato per garantire un salto di qualità internazionale, ma l’avanzare dell’età e le prestazioni non sempre impeccabili hanno aperto uno spiraglio per un clamoroso ribaltone di mercato. La Juventus, sempre vigile sui profili di grande esperienza per completare il pacchetto arretrato di Luciano Spalletti, monitora la situazione con estrema attenzione. I bianconeri potrebbero inserirsi qualora la Fiorentina decidesse di alleggerire il monte ingaggi, cercando una risoluzione anticipata o una cessione che permetta di realizzare una piccola plusvalenza o, quantomeno, un risparmio strutturale importante sul fatturato.
Il finale di stagione sarà il giudice supremo: le prestazioni nelle sfide europee e la conquista della permanenza in Serie A determineranno se la permanenza di De Gea a Firenze sia ancora sostenibile. Il club di Commisso non esclude stravolgimenti e valuterà ogni offerta congrua, consapevole che il mercato dei portieri è in pieno fermento, come dimostrano le manovre di Inter e Juve. Per lo spagnolo, la permanenza in maglia viola resta la priorità, ma il “dilemma” economico potrebbe portare a una fumata nera definitiva in sede di programmazione per il 2026/2027.
