Carraro sulla vicenda Calciopoli: “É nato tutto da un mio errore politico. Fa male l’idea che la gente mettesse in dubbio la mia onestà”.

Franco Carraro riapre il caso calciopoli a 20 anni dalla sentenza che condanno la Juventus. Scopri le sue dichiarazioni nell'articolo

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Sono passati quasi 20 anni da quel 26 luglio 2006, data che ha rivoluzionato per sempre il calcio italiano. Proprio in quel giorno la Juventus si vide revocare i due scudetti conquistati sul campo. Il primo, quello del 2004-2005, rimase non assegnato, il secondo invece, fu assegnato all’Inter, che arrivò 3ª sul campo. Il caso Calciopoli resterà una delle pagine più brutte della storia del nostro calcio. A parlarne oggi, in una intervista alla Gazzetta dello Sport, è l’allora presidente della FIGC Franco Carraro.

Oltre ad aver ricoperto il ruolo di presidente del CONI durante il quadriennio olimpico che portò a Mosca 1980, l’edizione dove ci fu il boicottaggio degli atleti militari, si trovò anche a ricoprire il ruolo di numero 1 del calcio italiano nel corso dello scandalo calcistico più importante nel nostro paese.

Carraro inizia facendo un’ammissione di colpa: Tutto è nato da un mio grande errore politico. Nel 2004 pensai che Bergamo e Pairetto non potessero più essere designatori arbitrali, non perché avessero fatto male, ma perché certe posizioni ogni tanto per me vanno cambiate”.

Alla domanda su cosa avesse fatto più male, Carraro, dopo alcuni secondi di riflessione, risponde così: “Mi faceva male l’idea che la gente mettesse in dubbio la mia onestà, forse anche alla luce delle mie dimissioni da presidente federale nate per consentire senza imbarazzi l’avvio del campionato successivo. È un pensiero che mi fa soffrire ancora oggi, nonostante sia stato assolto da tutto”.

Premiazione scudetto Juventus 2005-2006
Premiazione scudetto 2005-2006 della Juventus(AP Photo/Antonio Calanni)

Carraro: “Gli scudetti dovevano rimanere non assegnati

Nella parte finale della sua intervista riguardante Calciopoli Carraro fa una nuova ammissione, che sicuramente trova d’accordo i tifosi bianconeri. Queste le parole dell’ex presidente di CONI e FIGC: È un bene che ci sia stata un’indagine e che siano stati punite le squadre responsabili. Gli scudetti andavano tolti alla Juve perché i suoi dirigenti avevano fatto degli errori, ma quello all’Inter del 2006 non andava riassegnato. Dovevano rimanere entrambi non assegnati come nella tradizione della Federcalcio

Sono Luigi De Vincentis, diplomato al liceo classico e ora laureando in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Roma Tor Vergata. Da sempre tifoso della Juventus. Da quando ero bambino ho sempre avuto un unico obbiettivo: raccontare il calcio. Da sempre il giornalismo è stata la mia passione e il mio obbiettivo principale. Ora metto la mia passione e la mia fede a servizio dei tifosi bianconeri

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