Il rebus Lewandowski: tra il fascino della Serie A e l’intrigo bianconero

L'attaccante del Barça apre al futuro e ricorda il provino col Genoa: "Non ho ancora deciso nulla, ma il calcio italiano non è in crisi".

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Nelle ultime ore, il nome di Robert Lewandowski è tornato a gravitare con insistenza nell’orbita della Juventus, accendendo le fantasie di un mercato che guarda con estrema attenzione ai parametri zero di lusso. L’attaccante polacco, che spegnerà 38 candeline il prossimo agosto, si trova attualmente in una fase di riflessione profonda: il suo legame contrattuale con il Barcellona volge al termine e la decisione sulla tappa finale della sua leggendaria carriera appare tutt’altro che scontata. In un’intervista esclusiva concessa a Sportweek, il centravanti blaugrana ha rotto il silenzio, alternando messaggi di stima verso il calcio italiano a una prudenza istituzionale che lascia aperte diverse porte in vista della sessione estiva.

Sondaggi continui e il “mancato” approdo in Liguria

Il sodalizio bianconero, come riportato dall’esperto di mercato Matteo Moretto, avrebbe effettuato i primi sondaggi esplorativi per saggiare la disponibilità del calciatore a trasferirsi a Torino. Tuttavia, l’operazione si presenta estremamente complessa sotto il profilo dell’ingaggio e delle garanzie tecniche. «Riguardo al mio futuro, oggi non c’è onestamente nulla da dichiarare», ha ammesso Lewandowski, sottolineando come la sua priorità attuale risieda nel concludere la stagione in Catalogna con il massimo bottino di reti e trofei. «Non ho ancora preso una decisione definitiva, al momento non è in cima alla mia lista di pensieri», ha aggiunto il polacco, mantenendo un profilo basso che però non spegne l’interesse della Continassa.

L’attaccante ha poi svelato un retroscena nostalgico che lo lega indissolubilmente all’Italia, risalente agli albori della sua ascesa internazionale. Era il 2010 quando il Genoa di Enrico Preziosi tentò il colpaccio prima che il Borussia Dortmund blindasse il talento di quello che allora era solo una promessa del calcio polacco. «Venni a vedere il derby a Marassi contro la Sampdoria su invito del club ligure», ha ricordato Lewandowski, spiegando di aver voluto conoscere l’ambiente per correttezza verso chi aveva manifestato interesse. Quello fu il primo e unico contatto ravvicinato con la realtà italiana, una parentesi che oggi, a distanza di sedici anni, potrebbe riaprirsi sotto una veste differente.

La Serie A vista dall’Europa: “Nessuna crisi”

La riflessione di Lewandowski si è poi spostata sullo stato di salute del calcio italiano, respingendo con forza le narrazioni di un torneo in declino. Secondo il centravanti, la Serie A conserva un livello di competitività altissimo, caratterizzato da un’alternanza al vertice che la rende più imprevedibile rispetto ad altri campionati europei. «Vedo una lega molto combattuta, dove non trionfa sistematicamente la stessa compagine», ha osservato il polacco, portando come prova della vitalità nostrana i risultati ottenuti nelle competizioni internazionali.

Il riferimento alle recenti finali europee raggiunte dalla Juventus e, successivamente, dall’Inter, funge da garanzia per un calciatore che, nonostante l’età avanzata, cerca ancora palcoscenici competitivi. «Il calcio italiano non mi sembra affatto in crisi, i risultati continentali parlano chiaro», ha concluso Lewandowski. Se queste dichiarazioni d’amore si trasformeranno in un matrimonio con la Vecchia Signora dipenderà dai delicati incastri economici dei prossimi mesi, ma è evidente che il richiamo dell’Italia, iniziato tra gli spalti di Marassi nel 2010, non è mai svanito del tutto.

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