Spalletti si mette in discussione: cosa non funziona nella Juventus?

La sconfitta contro la Fiorentina è stato un grosso campanello di allarme per la società bianconera. Prima ancora della squadra, Spalletti si mette in discussione

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La trentasettesima giornata di campionato, ultimo impegno casalingo stagionale della Juventus davanti al pubblico dell’Allianz Stadium, ha acceso contestazioni e malumori tra i tifosi. La sconfitta per 2-0 contro la Fiorentina ha lasciato il segno, e nel post partita Spalletti non ha nascosto tutta la propria delusione.

Le dichiarazioni di Spalletti

Il tecnico di Certaldo, scelto per rilanciare la Juventus e riportarla ai vertici del calcio italiano, sembrava aver trovato la strada giusta, ma la pesante sconfitta contro la Fiorentina ha riportato a galla fragilità e incertezze, evidenziando il mancato raggiungimento di equilibrio e stabilità dentro e fuori dal campo. L’amarezza in casa bianconera è papabile: fino a sabato la qualificazione alla prossima Champions League sembrava solamente da finalizzare, ma dopo i novanta minuti di domenica, lo scenario è cambiato.

Ora i bianconeri sono chiamati a sperare in un miracolo oppure a fare i conti con la prospettiva Europa League. Nel post partita, ai microfoni di Sky, Spalletti ha analizzato la prestazione della squadra: “Ci siamo ritrovati sotto quando non si era subito niente, non avevamo iniziato bene con i primi palloni contesi che non siamo riusciti a portare a casa e di creare un’atmosfera dentro uno stadio bellissimo e con un pubblico meraviglioso che ci desse una mano perché li abbiamo messi in discussione tutti”.

E ancora: “Gol al primo tiro? Che spiegazione vuoi che ti dia? Io debbo far sì che non succeda questo e riuscire a parlare di questo, di altro e creare dentro la testa dei ragazzi una tranquillità e una lucidità che possa permettergli di scegliere quando vanno in campo e di andare a vedere dove è lo spazio giusto, giocare palloni puliti con la forza giusta e sul piede giusto al compagno, essere pronti a una riaggressione per far vedere le intenzioni che abbiamo. Gli stimoli debbono essere quelli e sono gli episodi che ritirano dalla tua parte lo stadio e ti fanno avere un supporto che in questi momenti può fare la differenza. Noi abbiamo fatto poco per quel che necessitava il livello di partita”.

Il tecnico della Vecchia Signora ha proseguito: “Lo sappiamo che non andare in Champions la società perde dei soldi e via dicendo, ma parlare della partita come vita o morte… sono partite di calcio. Si può creare troppo per quanto riguarda la cornice, il sovraccarico emotivo e poi i calciatori, forse, ne risentono forzatamente perché arriva roba da tutte le parti. Gli avevo chiesto di fare pulizia, quando si riesce a togliere queste cose qui che tutti ci vogliono mettere perché molti vorrebbero essere lì, ma non ci riescono e allora vogliono dare sovraccarico agli altri, tutti vorrebbero giocare partite di questo livello, poi i giocatori debbono avere un atteggiamento dove fanno pulizia. Deve rimanere il gioco che è quello che ci ha portato qua e dobbiamo esibirlo perché a questo punto ci ha portato il gioco della squadra”.

Spalletti non ha mai smesso di mettersi in discussione, sia dopo le vittorie, sia nei momenti più delicati della stagione, analizzando con lucidità non solo la prestazione dei suoi giocatori, ma anche il proprio operato e le scelte fatte in panchina: “Io ho le idee chiarissime su di me e sui calciatori, perché mi conosco da 68 anni e sono sempre andato a giro con me stesso e non mi hai mai portato nessuno. I dubbi anche su di me ci devono essere. Io prima di tutto devo analizzare me stesso. Ho fatto di tutto per portarli nelle condizioni mentali giuste? Perché poi è soprattutto la testa, io prima di parlare a loro devo parlare a me stesso. Il calcio racconta sempre delle cose. Sotto l’aspetto della lucidità, della personalità, del carattere, dell’essere un professionista di livello ho ancora da fare dei passi in avanti, devo tornare a scuola. Questa settimana parlerò con John Elkann ma sarà un’analisi su me stesso, devo presentare qualcosa in più di quanto fatto vedere oggi”.

Spalletti: “Stagione positiva da quando sono arrivato”

Il tecnico ha poi motivato la sua decisione di non concedere spazio a David e Openda prediligendo Boga: “Li ho fatti giocare l’altro giorno e non abbiamo realizzato moltissimo, questa volta ho deciso di mettere Boga per avere quattro calciatori super offensivi. Alcune volte si fanno scelte buone, altre meno, ma ci voleva l’uomo che saltasse l’avversario nello stretto.”

In chiusura, Spalletti ha rivolto un ultimo commento alla dirigenza e alla Juventus: “I dirigenti erano tutti negli spogliatoi, eravamo con i giocatori. Li ho visti lì dentro. Io do un giudizio molto positivo alla stagione della Juventus: ha giocato una grande stagione, da quando sono arrivato, dove degli episodi ci hanno penalizzato. Non siamo stati bravi a direzionare episodi che avevamo a portata di mano per farla diventare grandissima. Abbiamo giocato un grande calcio, fatto dei passi avanti importanti. La mia idea rimane questa, della Juventus e dei calciatori”.

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“ A chi non ha mai smesso di essere bambino e ogni giorno con coraggio insegue i propri sogni. A chi troppo spesso si é annullato dietro un voto, dimenticando il proprio valore”

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