Juventus, Spalletti: “Vlahovic è l’uomo giusto!”

Spalletti vuole una Juventus diversa. Vlahovic l'uomo giusto per la ricerca dei gol. Non basta il terzo posto in classifica, bisogna avere una squadra degna di tale risultato.

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La squadra di Spalletti è tornata alla Continassa con l’obbiettivo di rimettersi subito a lavoro dopo la vittoria ottenuta sabato contro il Lecce, piegato 1-0 dai bianconeri. Tre punti importanti, ma non sufficienti per soddisfare il tecnico di Certaldo, che al termine della gara ha sottolineato di non essere pienamente soddisfatto della prestazione della sua squadra. Il calendario, però, non concede pause: nella trentasettesima giornata di campionato la Juventus affronterà la Fiorentina con l’obiettivo di difendere il terzo posto in classifica.

La posizione in classifica non conta, quando la prestazione in campo si contraddice

La Juventus sale al terzo posto in classifica, portandosi a +1 dal Milan e concretizzando sempre di più il sogno Champions. I tre punti conquistati, però, non bastano a soddisfare Spalletti, che continua a pretende maggiore qualità e continuità dalla sua squadra. Il ritorno di Dusan Vlahovic ha accesso immediatamente l’entusiasmo dei tifosi bianconeri: l’attaccante serbo ha impiegato solo 10 secondi dal fischio d’inizio per sbloccare il match e portare in vantaggio la squadra. Restano, però, i rimpianti per i due gol annullati per fuorigioco, episodi che hanno impedito alla Juventus di chiudere la gara con un margine più ampio, lasciando il risultato fermo sull’ 1-0 finale. Nonostante il successo e il sorpasso in classifica, Spalletti nel post partita ai microfoni di DAZN ha ribadito i concetti già espressi dopo la sfida contro l’Hellas Verona: “Come altre volte passiamo da momenti di dominio della partita a momenti di down. A volte su due scelte che abbiamo per delle palle in attacco, facciamo la terza scelta, quella sbagliata. Noi ci dobbiamo mettere d’accordo che dobbiamo vincere le partite. Questo è un problemone, non è un problemino, perché poi passa tutto da lì, noi per vincere le partite dobbiamo fare goal, le intenzioni debbono essere quelle. Già quando la palle ce l’ha in mano DiGre, dobbiamo andare a scardinare gli spazi e trovare situazioni per fare gol. Ogni tanto si va a giocare per levarcela dai piedi, non per creare superiorità. Se il livello è quello lì…cioè è questo, nel senso che bisogna vincerle queste partite, se il livello è quello che si mettono in discussione è segno che abbiamo sbagliato qualcosa, perchè non si può andare a discutere di queste cose qui, è troppo differente da quello che deve essere il nostro obbiettivo, noi dobbiamo – penso si sia tutti d’accordo- dobbiamo giocare per vincere le partite, non per andare a sperare di vincere le partite. Per vincerle tu dal primo secondo, dal calcio d’inizio, vai determinato per fare gol, poi a volte ci riesci, ma ti era capitato altre 3-4 volte sul calcio d’inizio, ma si riporta su al portiere. Come si riporta su al portiere? Siamo a metà campo… ma non c’è nessun attaccante… Prima di tutto si rientra dentro e poi, quando siamo dentro ci si rende conto di quello che c’è da fare, quello che si trova, ma se non si va dentro alle situazioni, non si sa quello che si può trovare. Poi a me è successo di farlo e di prenderlo 7 secondi, non dopo 12, per cui siccome mi è successo, si va a fare questa cosa qua”.

Successivamente, ai microfoni Sky, Spalletti è tornato ad analizzare il rendimento della Juventus, soffermandosi in particolare su quello che considera il problema principale della squadra: “L’abbiamo detto da più tempo e stasera uguale, abbiamo fatto copia e incolla di tante partite. Perché poi noi facciamo dei pezzi di gara dominanti, dove sembra che il seguito sia assolutamente sotto controllo, poi c’è il momento della superficialità dove abbassi tutto e dove perdi totalmente i tuoi connotati, sbagli dei passaggi che sono incredibili per il livello di calcio che abbiamo addosso. Perché questi calciatori per giocare delle prestazioni dominanti, come ho fatto vedere, bisogna avere un certo livello di calcio. Poi non si riesce a mantenere nel tempo quella concentrazione, quella determinazione, quel carattere, si fanno delle cose superficiali, perdiamo un po’ di tranquillità, ci subentra un po’ di insidia e un po’ di timore e poi la partita la rimettiamo in bilico. Poi ci facciamo girare le scatole, andiamo e la riprendiamo per i capelli e la ritiriamo dalla nostra parte e si rimette sui binari. E’ tutta un altalena perché una partita come quella di stasera non può finire uno a zero. Non deve finire uno a zero. Quante volte ci siamo presentati a doverci passare la palla sulla trequarti con dei vantaggi enormi e con delle situazioni dove c’è solo da scegliere qualcosa, perché non è solo una quella in cui puoi andare a osare ma tiriamo fuori la terza che è quella che ci penalizza. Siamo fatti così”.

Spalletti conclude così le sue considerazioni, con quel siamo fatti cosìche lascia trasparire tutta l’amarezza del tecnico, desideroso diritrovare una Juventus brillante e determinata. La squadra è chiamata a non abbassare la concentrazione e a evitare abbassamenti di ritmo e concentrazione contro avversarie inferiori sulla carta. Restano le sfide contro la Fiorentina e il Torino, ultimi snodi di una stagione ancora tutta da decidere. Due appuntamenti decisivi per dare una svolta al finale di campionato e dimostrare quella continuità di rendimento che Spalletti pretende per tutti i novanta minuti.

Vlahovic è l’uomo giusto, non bisogna lasciarlo andare

Passando invece all’analisi dei singoli,l’uomo della serata è stato senza dubbio Dusan Vlahovic, che si è distinto nettamente rispetto ai compagni. Reduce da un infortunio, per lui seconda partita giocata e secondo gol fatto: la risposta immediata che ha confermato quanto la sua assenza si fosse fatta sentire. Discorso diverso per David, subentrato nei minuti finali del secondo tempo: le attese nei suoi confronti erano alte, con l’idea che potesse essere lui a trascinare la Juventus a suon di reti, ma finora il suo contributo è stato altalenante e spesso poco efficace. Spalletti alla ricerca di un attaccante capace di garantire gol e soprattutto fame realizzativa, ha ribadito le proprie sensazioni nel post partita ai microfoni di DAZN:“Vlahovic ha forza impattante sotto il profilo della cattiveria e della faccia di ca***o vera. Ha una qualità di quelle che ci vogliono per dare spallate. Il rinnovo? So che la società cu ha provato e lo rifarà, mi fido dei miei direttori”. Arrivati ormai al termine della stagione, Spalletti ribadisce ancora una volta la sua priorità: guardare al mercato e lavorare per costruire la squadra per la prossima stagione. Anche ai microfoni di Sky, il tecnico ha sottolineato le proprie esigenze per dare vita a una Juventus all’altezza della Champions League: “Sul mercato van fatte cose mirate e corrette. Non cambieremo 18 giocatori su 25 come dicono: molti giocatori rimarranno qui. L’assenza di Vlahovic l’abbiamo sofferta come il pane. Per una squadra vincente serve terminale offensivo fisico forte e che fa qualche gol”.

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“ A chi non ha mai smesso di essere bambino e ogni giorno con coraggio insegue i propri sogni. A chi troppo spesso si é annullato dietro un voto, dimenticando il proprio valore”

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