Luciano Spalletti non nasconde l’amarezza ai microfoni di Rai Sport dopo l’1-1 interno della Juventus contro il Sassuolo, puntando l’indice sulla gestione dei ritmi e sulla mancanza di mobilità dei suoi. “Siamo stati statici, la palla girava piano e siamo finiti nel traffico cercando imbucate impossibili”, ha analizzato il tecnico toscano, evidenziando come la scarsa lucidità nel possesso abbia favorito le ripartenze neroverdi, costate il gol del pareggio. Nonostante il forcing finale e il rigore fallito da Locatelli, l’allenatore bianconero glissa sulle colpe individuali: “Il peggiore? Mi astengo. Cerco di essere ottimista, ma è chiaro che abbiamo rilasciato punti sanguinosi come già accaduto in questa stagione”.
Il focus di Spalletti si sposta poi sui rientri di Dusan Vlahovic e Arek Milik, definiti “fondamentali” per il rush finale verso la Champions League. Il serbo, fermo da quattro mesi, e il polacco, al rientro dopo oltre un anno di inattività forzata, rappresentano le armi per scardinare le difese chiuse, ma necessitano di un ricondizionamento atletico che la sosta per le Nazionali dovrà garantire. “Li ho inseriti nel finale perché non hanno ancora il minutaggio per rincorrere gli avversari a certe velocità”, ha spiegato il tecnico, sottolineando come la fisicità dei due centravanti abbia comunque modificato l’inerzia del match nei minuti conclusivi.
Con la quota Champions che si fa sempre più incandescente, la Juventus deve ora fare i conti con il terreno perso rispetto alle concorrenti dirette. La mancanza di “conoscenza” di alcune fasi di gioco, ammessa dallo stesso Spalletti, preoccupa in vista degli scontri diretti: la sosta di marzo diventa l’ultima spiaggia per registrare i meccanismi tattici e integrare i lungodegenti. “Dobbiamo rimontare i punti che oggi ci rosicchiano le avversarie”, ha concluso il tecnico, richiamando la squadra a una maggiore ferocia sotto porta per evitare che il dominio territoriale si trasformi, ancora una volta, in un’occasione sprecata.
