Sabato 14 marzo la Juventus dovrà viaggiare da Torino a Udine per affrontare la squadra di Kosta Runjaić. Una partita da non sottovalutare, con l’unico obiettivo di assicurarsi tre punti fondamentali. Tenendo conto del fatto che Roma e Como si affronteranno in uno scontro diretto, questa partita sarà fondamentale per la squadra di Spalletti per avvicinarsi ancora di più alla zona Champions.
Spalletti alla ricerca della perfezione: gestire il ritmo per non cadere in trappola
Spalletti ha portato alla Juve il suo tipico dinamismo, ma deve ancora risolvere il rebus della continuità difensiva e della finalizzazione in assenza di Vlahovic, ancora in dubbio sulla presenza. Un’altra incognita è chi deciderà di schierare tra i pali questa volta. Spalletti ha dichiarato che Di Gregorio aveva bisogno di “rifiatare e mentalizzare”. Sebbene Di Gregorio resti il progetto tecnico a lungo termine, per una trasferta fisica come quella di Udine, l’esperienza di Perin tra i pali sembra offrire più garanzie immediate.
Inoltre, Perin ha giocato titolare nelle ultime sfide (Galatasaray in Champions, Roma e Pisa in campionato) rispondendo con grande affidabilità. Spalletti lo ha preferito per dare stabilità emotiva alla difesa dopo alcune “ombre” di Di Gregorio.
Per quel che riguarda la gestione del reparto offensivo, con David che fatica a integrarsi e Vlahovic probabilmente out, Spalletti potrebbe puntare su Kenan Yildiz come riferimento centrale mobile. Questo toglie punti di riferimento ai massicci difensori friulani (Solet e Kabasele). Potrebbe trovare spazio anche Openda perché in una partita dove l’Udinese farà densità centrale, la sua velocità pura può essere determinante.
Ci sarà sicuramente spazio per il “jolly”, Weston Mckennie. Puntare su McKennie è quasi una certezza per Spalletti, ma non necessariamente come punta. Con Yildiz che agisce da “falso nueve” e svuota l’area di rigore attirando fuori i centrali friulani, il numero 22 diventa fondamentale per i suoi inserimenti a fari spenti. Spalletti lo ha recentemente definito un “centravanti perfetto” per caratteristiche fisiche. Anche se parte come mezzala o trequartista, l’americano ha un tempismo eccezionale: quando vede uno spazio, si butta dentro. Con la sua capacità di saltare è spesso lui a ricevere i cross di Conceição o Cambiaso, diventando di fatto la vera punta della Juve mentre gli altri creano scompiglio.
Il Fortino di Runjaic: densità e verticalità per fermare la Signora
Per l’Udinese, la gestione della partita ruota attorno alla capacità di non farsi “portare a spasso” dai movimenti della Juve. Se Spalletti schiera Yildiz o Openda, Runjaic chiederà a Solet di non rompere la linea, evitando di seguire Yildiz a centrocampo per non lasciare voragini centrali. L’Udinese punterà tutto sulla fisicità di Keinan Davis (9 gol in stagione finora) per proteggere palla e far salire la squadra. La chiave per i friulani sarà isolare Davis contro il centrale meno rapido della Juve per guadagnare falli e far respirare la difesa nei momenti di massima pressione bianconera.
Spalletti sa che sarà Zaniolo la vera spina nel fianco. Il giocatore si gira e punta la difesa palla al piede, è quasi impossibile fermarlo senza fare fallo. L’Udinese lo userà per far ammonire i difensori della Juve (Gatti e Bremer) il prima possibile. In questa stagione 2025/26, Zaniolo ha ritrovato una continuità che gli mancava da anni: ha già messo a referto 6 gol e 4 assist.
Si preannuncia una partita combattuta e di spettacolo, sarà fondamentale per la Juventus scendere in campo con la mentalità giusta, la stessa vista a Roma e Pisa.
