Juventus, caso Openda: piano di fuga verso la Ligue 1 o la Premier

Fallimento da 44 milioni: Giuntoli studia il prestito oneroso, Haise e Rose si contendono il belga.

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Lois Openda è il fantasma che agita le notti della Continassa. L’investimento da 44 milioni di euro complessivi (tra prestito e obbligo dal Lipsia) si è trasformato nel flop più rumoroso della gestione sportiva della Juventus, con un bottino misero di appena 2 gol in 36 presenze. Il belga, scivolato ai margini delle rotazioni bianconere con zero minuti collezionati nelle ultime cinque giornate, è ufficialmente sul mercato: l’obiettivo è innescare un’operazione di rilancio per non polverizzare il valore a bilancio.

La strategia della Juventus è chiara: un prestito oneroso con diritto di riscatto, una formula che permetterebbe a Torino di alleggerire il monte ingaggi sperando in una rivalutazione estera. In cima alla lista dei pretendenti c’è il Rennes, dove siede quel Franck Haise che trasformò Openda in una macchina da guerra ai tempi del Lens (21 reti in Ligue 1). Sebbene la destinazione bretone non scaldi il cuore del classe 2000, la connessione tecnica con Haise rappresenta l’unica vera garanzia di rinascita immediata dopo i mesi bui all’Allianz Stadium.

Attenzione però all’asse con la Premier League. L’ombra di Marco Rose, pronto a sedersi sulla panchina del Bournemouth, potrebbe cambiare le carte in tavola. Rose è l’uomo che ha estratto il massimo potenziale dal belga al Lipsia (28 gol stagionali), e il club inglese avrebbe la forza economica per pareggiare le richieste bianconere. Per la Juventus, la cessione di Openda non è più solo una scelta tecnica, ma una necessità finanziaria per finanziare il prossimo mercato e chiudere una ferita aperta che sanguina milioni e delusione.

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