Fabrizio Ravanelli, ex attaccante della Vecchia Signora, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni de La Gazzetta dello Sport, analizzando in particolare la stagione del reparto offensivo bianconero: “Vlahovic può essere utile, ma serve necessariamente maggiore spessore”.
“Lewandowski è un campione, ma la Juve necessita di giovani…”
Nella prima parte dell’intervista, Giovanni Albanese pone immediatamente l’accento sui numerosi problemi riscontrati in attacco dalla squadra di Luciano Spalletti, tra i quali è necessario evidenziare il lungo stop per infortunio di Dusan Vlahovic e il rendimento sicuramente non all’altezza delle aspettative di David e Openda, così Ravanelli spiega: “Alla Juve è mancato di sicuro un finalizzatore, Vlahovic è stato fuori a lungo. Anche lui aveva avuto alcune difficoltà, tuttavia con Dusan al massimo della forma i bianconeri avrebbero avuto più punti in classifica. Spalletti ha tentato di modificare la squadra per renderla più cinica, ma il problema principale è che manca un attaccante concreto, che faccia la differenza”.
Successivamente, il giornalista chiede all’ex bianconero un parere sul possibile rinnovo del numero 9 al termine della stagione, con una parentesi sull’eventuale arrivo di Robert Lewandowski: “Secondo me la scelta verrà compiuta soprattutto da Comolli e Chiellini, la modalità di gioco sulla quale vorranno improntare la squadra sarà determinante. Alla Juventus Vlahovic può essere utile, ma non basta, la Signora ha bisogno di maggiore spessore. Storicamente i bianconeri ha sempre avuto attaccanti di livello assoluto, con grande concorrenza nel reparto. Io credo che con Lewandowski non si farebbe un passo avanti, non è l’uomo giusto per questa squadra. Robert è chiaramente un fuoriclasse, un campione indiscusso, tuttavia la Juve necessita di ragazzi giovani, con desiderino crescere e migliorarsi con questi colori. Lewa ha 38 anni, sarebbe auspicabile valutare altri profili”.
“David? Stagione deludente. Bisogna ripartire da Yildiz e Conceição…”
Sulla base delle opinioni espresse fino a quel momento da Ravanelli, Albanese interroga il classe ’68 su quale calciatore possa essere un innesto appropriato nel il reparto avanzato e se ci possano essere giocatori validi anche nel panorama italiano: “Io cercherei in tutti i modi di portare a Torino Osimhen, ma sono consapevole che non è semplice. In circolazione ci sono giocatori davvero forti, un altro esempio è Gabriel Jesus, per me sarebbe all’altezza di questa maglia. Tuttavia, un club dimostra di essere davvero di alto livello quando riesce a raggiungere le vittorie con giovani cresciuti con la propria maglia. La Juventus che vinse la Champions League nel 1996 aveva una grande prospettiva futura, giocatori come Tacchinardi, Del Piero, Torricelli, Di Livio, erano tutti calciatori con un forte desiderio di farsi notare, di meritare la maglia bianconera. Le basi devono essere queste, meglio accantonare gli over trentacinque. Per quel che riguarda gli azzurri, a me piace anche Kean, possiede grandi doti fisiche e un portamento da non tralasciare. Nonostante gli infortuni che in passato lo hanno fermato più volte, potrebbe avere un buon futuro calcistico”.
In conclusione, Fabrizio Ravanelli esprime il suo parere su David, Openda e Zhegrova, attaccanti che, per motivazioni differenti, non sono riusciti a lasciare il segno in questa stagione. Inoltre, l’ex attaccante italiano spiega l’importanza di un calciatore come Yildiz, dal quale ripartire per tornare ad alzare trofei: “David ha affrontato una stagione molto negativa, anche se ha realizzato alcuni gol non ritengo sia un attaccante valido per vincere scudetti. Se penso agli ultimi decenni di storia, non mi vengono in mente molti nomi di attaccanti della Juve che non hanno inciso. Il canadese era abituato al Lille, nel quale non hai troppe pressioni. Con la maglia bianconera devi avere grande personalità e fare la differenza.
Zhegrova ha più carattere rispetto a David e Openda, i quali mi danno spesso l’impressione di non voler ricevere il pallone tra i piedi. Il kosovaro ha qualità, uno che se fallisce un dribbling continua a provarci, vorrei vederlo in una Juve ancora più propositiva. Yildiz invece è un fenomeno, un giocatore determinante, che risolve le partite. Ripartire dal numero dieci è la priorità, così come da Conceição, Bremer, lo stesso Zhegrova e Boga, che sta aiutando molto il fuoriclasse turco a rifiatare quando necessario”.
