Caso Openda-Juventus: è rottura totale. Il club mette sul mercato il belga da 47 milioni

Fallito l'investimento con il Lipsia: gli agenti informati della cessione immediata.

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La Juventus ha messo ufficialmente sul mercato Loïs Openda. Nonostante un investimento complessivo da 47 milioni di euro tra costo del prestito, obbligo di riscatto e ingaggio, il club bianconero ha comunicato all’entourage dell’attaccante belga l’esclusione dal progetto tecnico per la stagione 2026/27. La notizia, confermata dall’esperto di mercato Fabrizio Romano, certifica il fallimento dell’operazione condotta con il Lipsia meno di dodici mesi fa.

La decisione della dirigenza di Torino risponde a una precisa necessità di revisione tattica e sostenibilità finanziaria. I 47 milioni stanziati per il classe 2000 pesano sensibilmente sul bilancio, rendendo la sua cessione una priorità assoluta per liberare spazio salariale e recuperare liquidità. La comunicazione formale agli agenti del giocatore indica una rottura definitiva: la Juventus non intende concedere una seconda stagione di ambientamento, preferendo monetizzare immediatamente per evitare una svalutazione dell’asset.

Il club sta già sondando attivamente i mercati della Premier League e della Ligue 1, dove Openda conserva un mercato residuo grazie alle prestazioni passate in Germania e Francia. Tuttavia, la posizione di forza dei potenziali acquirenti rappresenta un rischio concreto di minusvalenza. Quando una società comunica ufficialmente che un giocatore è “fuori dal progetto” dopo un investimento di tale portata, il potere contrattuale si sposta verso i compratori, consapevoli dell’urgenza bianconera di vendere.

La gestione del caso Openda riflette un cambio di rotta aggressivo della Juventus nella gestione degli esuberi: preferire il taglio netto alla gestione di un giocatore non funzionale. Il compito del direttore sportivo sarà ora quello di strutturare un’operazione che mitighi l’impatto a bilancio, possibilmente attraverso una cessione a titolo definitivo superiore ai 35-40 milioni di euro o un prestito oneroso con obbligo di riscatto condizionato.

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