Juventus, rinasce l’attacco: l’alba di Milik e il piano per il ritorno di Vlahovic

L'attaccante lavora in gruppo e punta alla convocazione; per Vlahovic prevale la cautela: rientro fissato per la trasferta di Udine.

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A poche ore dalla ripresa delle attività alla Continassa, il reparto offensivo della Juventus vede finalmente diradarsi le nubi di un’emergenza che ha condizionato le ultime scelte tattiche di Luciano Spalletti. Nella giornata di ieri, il centro sportivo bianconero è stato teatro di un evento dal forte impatto simbolico e tecnico: Arkadiusz Milik ha svolto l’intero allenamento con il gruppo, partitella inclusa. Per l’attaccante polacco, il ritorno all’attività agonistica non è più una chimera, ma il traguardo tangibile di un calvario iniziato nel maggio 2024 e durato quasi due anni.

Il calvario di Milik: verso la fine di un’assenza biennale

Il ritorno in campo del classe 1994 rappresenterebbe un innesto vitale per lo scacchiere di Spalletti, rimasto orfano di un centravanti di ruolo puro nelle ultime settimane. Milik non calca i manti erbosi della Serie A dal 25 maggio 2024, sfida contro il Monza che segnò l’inizio di una degenza infinita. Dopo aver assaporato l’atmosfera della panchina nei mesi conclusivi del 2025, senza però mai subentrare, la punta polacca sembra ora pronta a mettere minuti veri nelle gambe. Legato al sodalizio bianconero fino al 2027, il suo recupero offre una variante tattica fondamentale per la gestione dei carichi offensivi in vista del rush finale di stagione.

Strategia Vlahovic: cautela verso la trasferta di Udine

Parallelamente alla rinascita di Milik, buone notizie giungono anche sul fronte Dusan Vlahovic. Il centravanti serbo ha smaltito il problema agli adduttori che lo aveva costretto ai box, ma lo staff medico della Juventus ha imposto una linea di estrema prudenza. L’obiettivo non è forzare il rientro per la sfida casalinga contro il Pisa, bensì intensificare gradualmente i carichi di lavoro per riaverlo al top nella trasferta di Udine, in calendario per sabato 14 marzo. Una congiuntura che costringerà Spalletti a un’ultima prova di equilibrismo tattico nel prossimo turno interno.

Le gerarchie di Spalletti: «Milik è un profilo che ci è mancato»

Dall’entourage tecnico filtra una moderata soddisfazione per il recupero di pedine fondamentali, in grado di restituire peso specifico all’area di rigore avversaria. «Vedere Arek lavorare con la stessa intensità dei compagni è il segnale che stavamo aspettando; la sua esperienza e il suo senso del gol sono doti che in questa fase della stagione possono spostare gli equilibri», trapela dagli spogliatoi bianconeri a commento della seduta odierna. «Su Dusan non correremo rischi inutili: la stagione entra nel vivo ora e abbiamo bisogno che torni a guidare l’attacco con la massima integrità fisica», hanno aggiunto fonti vicine alla squadra, confermando la volontà di procedere per gradi. La Juventus si prepara dunque a riabbracciare i suoi bomber, cercando in Milik quella soluzione d’emergenza, e di qualità, che potrebbe rivelarsi decisiva per scardinare le difese chiuse che hanno frenato la corsa bianconera nel mese di febbraio.

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