Manuel Locatelli si lega alla Juventus praticamente a vita. Domani, negli uffici della Continassa a Torino, il capitano bianconero metterà nero su bianco la firma su un rinnovo faraonico fino al 2030. Non è solo una questione di cifre, ma un segnale politico chiarissimo inviato dalla società alle pretendenti della Premier League: il cuore del progetto tecnico non è in vendita.
L’accordo prevede un ingaggio che supererà i 4 milioni di euro netti a stagione (bonus inclusi). Blindando il centrocampista, la dirigenza di Torino spegne sul nascere le sirene di Arsenal e Tottenham, che avevano sondato il terreno per un clamoroso ricongiungimento con Roberto De Zerbi. La scelta di Locatelli è una dichiarazione d’amore in un calcio di mercenari, ma è anche una mossa strategica di Luciano Spalletti: avere la certezza del proprio perno centrale permette al tecnico di concentrarsi sulla gestione di un gruppo che attende ancora risposte su altri fronti caldi.
Il prolungamento del capitano è infatti il primo tassello di un effetto domino necessario. Se da un lato la firma di domani chiude ogni spiffero di mercato, dall’altro mette pressione a Dusan Vlahovic. La società ha deciso di blindare i “fedelissimi” prima di affrontare il nodo del serbo a fine stagione. Blindare Locatelli oggi significa avere l’autorità morale per chiedere sacrifici o certezze agli altri senatori.
Parallelamente, la dirigenza ha già accelerato i contatti per i rinnovi di Pierre Kalulu e Khephren Thuram. I due francesi sono considerati pilastri inamovibili per la difesa e il centrocampo del futuro. La strategia è chiara: cristallizzare l’ossatura della squadra prima che le oscillazioni delle prestazioni o le lusinghe estere possano complicare i piani. Locatelli non sta solo firmando un contratto; sta accettando il ruolo di garante di un ciclo che punta dritto al 2030.
