Il pareggio di Cagliari ha lasciato una traccia più profonda del risultato e ha riportato al centro una questione che alla Juventus conoscono bene: l’attacco non decolla. Possesso costante, controllo territoriale, ma scarsa incisività negli ultimi metri. Dopo i successi con Sassuolo e Cremonese, il passo falso in Sardegna ha acceso definitivamente il semaforo giallo e trasformato il mercato di gennaio in un passaggio chiave per il presente e il futuro bianconero.
Il copione si ripete: la Juve costruisce, concede poco, ma viene punita dall’unica vera occasione avversaria. Un rischio che diventa strutturale quando la produzione offensiva non si traduce in gol.

Yildiz regge il peso, gli altri no
A livello individuale, la fotografia è netta. Kenan Yildiz è l’unico a creare superiorità, strappare, accendere la manovra. Attorno a lui, però, il resto del reparto fatica. Jonathan David e Loïs Openda lavorano molto lontano dall’area, ma chiudono la gara senza una conclusione nello specchio: un dato che racconta più di mille analisi.
Luciano Spalletti non cerca alibi. Il calendario fitto – con impegni ravvicinati contro Benfica, Napoli e Monaco – può incidere sulla brillantezza, ma non spiega fino in fondo la difficoltà cronica nel chiudere le partite.

La priorità: un centravanti vero
È qui che il discorso si sposta inevitabilmente sul mercato. Alla Continassa si continua a predicare prudenza, ma l’idea di inserire un numero 9 strutturale prende sempre più corpo. In cima alla lista c’è Jean-Philippe Mateta, attaccante del Crystal Palace, considerato il profilo più adatto per dare peso all’area e trasformare il volume di gioco in gol.
Il club inglese ha aperto alla cessione, ma alle proprie condizioni. L’operazione, secondo La Gazzetta dello Sport, potrebbe impostarsi su un prestito oneroso con obbligo di riscatto condizionato, per una valutazione complessiva attorno ai 30 milioni di euro, dopo una richiesta iniziale più alta. Un investimento pensato per l’immediato, ma anche in prospettiva, in vista del dopo Dušan Vlahović.

Le alternative restano vive
Mateta è in prima fila, ma non è l’unica pista. Restano monitorati Youssef En-Nesyri, soluzione più elastica anche a livello di formula, e Joshua Zirkzee, profilo già conosciuto in Serie A e apprezzato per capacità associative. Tre nomi diversi, un’esigenza comune: dare alla Juventus un riferimento offensivo capace di decidere le partite bloccate.
Gennaio, per la Juve, non è più solo una finestra di opportunità: è un bivio. Senza un salto di qualità davanti, il rischio è quello di continuare a giocare bene senza raccogliere abbastanza. Il tempo delle valutazioni sta per finire. Ora servono scelte chiare, perché il campo ha già mandato il suo messaggio.

