La Juventus osserva, riflette e prepara le prossime mosse. Il momento dei bianconeri è sotto la lente, tra campo e mercato, e alcune dinamiche iniziano a emergere con maggiore chiarezza. A delinearle è l’analisi di Ivan Cardia, che ha fotografato una fase di transizione in cui le opportunità non mancano, ma vanno maneggiate con tempismo.

Chiesa, una porta che si è riaperta
Il dossier più caldo resta quello di Federico Chiesa. Il ritorno a Torino non è più solo un’idea suggestiva. I contatti con il Liverpool sono stati avviati per capire la sostenibilità dell’operazione e, soprattutto, la formula. I Reds preferirebbero una cessione definitiva, ma lo scenario è fluido: il giocatore non è centrale nel progetto di Arne Slot e questo apre margini di manovra.
La Juventus, in questo contesto, è avanti rispetto alla concorrenza italiana. Non per nostalgia, ma per logica tecnica: Chiesa conosce l’ambiente, sa cosa significa giocare a Torino e potrebbe rilanciarsi senza tempi di adattamento. Un’operazione che oggi ha più basi di ieri.

Frattesi, una situazione ormai chiara
Sul fronte Davide Frattesi, i segnali sono difficili da ignorare. Il centrocampista è finito ai margini dell’Inter di Cristian Chivu, con un minutaggio drasticamente ridotto e una centralità venuta meno. Una condizione che pesa anche in chiave Nazionale: giocare poco complica tutto.
L’Inter ha abbassato le pretese rispetto al passato, pur senza scendere sotto una certa soglia economica. La formula più percorribile resta quella di un prestito con condizioni, soluzione che consentirebbe di diluire l’investimento. Le voci estere convincono poco, mentre l’ipotesi Juventus resta concreta: Frattesi non è un regista puro, ma per Luciano Spalletti è un profilo ideale, e il feeling in azzurro è già noto. A Torino sarebbe un innesto funzionale.
Il campo non allarma
Il pareggio con il Lecce non viene letto come un campanello d’allarme. Prestazione solida, occasioni create, pali colpiti e un rigore sbagliato: più un inciampo che una frenata. La Juventus sta costruendo una nuova identità, con una crescita che passa anche da giornate storte.
I dubbi, semmai, riguardano alcuni singoli, non l’impianto generale. Il lavoro è in corso e i segnali sono coerenti con un percorso di ricostruzione. Diverso il discorso sulla corsa al titolo: il ritardo accumulato pesa e il tempo perso in precedenza ha inciso. La stagione può crescere, ma lo scudetto resta lontano.
La sensazione è che la Juventus stia entrando in una fase decisiva. Le scelte di mercato, più ancora dei risultati immediati, diranno se questo progetto prenderà velocità. Chiesa e Frattesi non sono solo nomi: sono indicatori di direzione.

