“Vogliamo ripartite dalla fine della partita contro il Verona: se il nostro stadio applaude dopo un risultato contro una squadra che era da battere, è segno che non tutto è da buttare”. Inizia così la conferenza stampa di Luciano Spalletti alla vigilia di Lecce-Juventus, il primo dei tre match rimasti valido per la volata Champions. L’allenatore bianconero ha posto il focus sulle qualità tecniche e morali dei suoi giocatori, chiaramente insoddisfatti del risultato contro i veronesi e adesso pronti a dare tutto per consolidare il quarto posto: “È chiaro che si siamo tolti qualche possibilità, ed è anche più chiaro che ce ne resta solo una”.
Ancora più sentita, allora, la celebre frase di Giampiero Boniperti “vincere non è importante, ma è l’unica cosa che conta“. Perché la squadra lo sa che le pesantissime sfide contro Lecce, Fiorentina e Torino determineranno il futuro di tutto il mondo bianconero. Oltre alle conseguenze sul piano economico, la mancata qualificazione in Champions League comprometterebbe infatti il prestigio di una squadra come la Juventus, da sempre abituata a vincere e a dominare gli scenari europei.
Una questione di atteggiamento
Spalletti non ha dubbi sulla solidità mentale della rosa, che in questi giorni ha lavorato e trasformato la delusione in occasione di crescita: “Quando non si vince, dentro questo spogliatoio si sta male, la squadra prova dolore. E questa settimana abbiamo sofferto. Il dolore però insegna a reagire e costruisce le possibilità, perché è dal dolore che emergono una profondità e una forza che prima non si possedevano”.
Ancora, un attenzione sulla disponibilità dei calciatori a reagire: “La ricerca della volontà della squadra e le modalità di allenamento sono sempre state serie, professionali e da gente da Juventus. Dal punto di vista delle qualità espresse dalla squadra non posso che essere contento.
Adesso dovremo andare a ribaltare il campo, a fare cose che spacchino la monotonia e la gestione. Dovremo prenderci dei rischi giocando con ritmi alti, c’è da esprimersi. È sempre l’intenzione a fare la differenza“.
Da qui, il tecnico di Certaldo ha risposto ad un possibile paragone con l’Inter, che nel frattempo ha conquistato il suo ventunesimo scudetto, guardando anche al mercato che inizierà a giugno: “L’Inter è una squadra costruita in maniera corretta, la sua forza mentale e caratteriale gli è riconosciuta, mentre a noi un po’ meno. Secondo me abbiamo una squadra che può crescere, abbiamo possibilità di futuro. Sicuramente i ragazzi devono metterci di più, io per primo, di quello che abbiamo fatto quest’anno. E quello che mi interessa che capiscano è che molti rimarranno a far parte della squadra, nonostante si tenterà di migliorarla.”.
