Di Gregorio, il muro della Juve: il retroscena della rinascita dopo il rigore parato

Dall'ombra della panchina ai 22 tiri parati contro l'Atalanta: ecco come il portiere ha convinto tutti.

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Dopo il rigore parato contro il Genoa, grazie anche al suggerimento di Carlo Pinsoglio, Michele Di Gregorio ha trovato la spinta per andare oltre i propri limiti. Da quel momento, il portiere bianconero ha alzato il livello delle sue prestazioni, contribuendo in modo decisivo alla conquista di tre punti fondamentali in questo finale di stagione. Una fase che si sta rivelando una vera e propria maratona, con diverse squadre coinvolte in una serrata corsa verso un posto nella prossima Champions League.

Un inizio di stagione nell’ombra

L’inizio di stagione di Di Gregorio è apparso tutt’altro che lineare, alimentando più di qualche dubbio tra i tifosi bianconeri, che non hanno risparmiato critiche. In diverse occasioni, infatti, la Juventus si è trovata a subire goal al primo tiro in porta degli avversari, una statistica pesante che ha finito per ricadere, almeno in parte, proprio sulle spalle del portiere.

Proprio questi scarsi risultati hanno fatto cadere Di Gregorio in basso nelle scelte gerarchiche del tecnico che ha spesso preferito Mattia Perin. Un segnale chiaro di un momento complicato, confermato anche dalle scelte fuori dal club: l’ex tecnico della nazionale italiana Gattuso ha infatti deciso di non convocarlo, proprio alla luce delle prestazioni altalenanti offerte nella prima parte di stagione. Una situazione che inevitabilmente ha pesato sull’ambiente juventino, abituato in passato ad una sicurezza assoluta tra i pali. Il riferimento è inevitabile: per anni, a difendere la porta bianconera, c’è stato Gianluigi Buffon, uno dei migliori portieri della storia del calcio, simbolo di affidabilità e sicurezza.

Un finale da stagione protagonista

La testardaggine del portiere juventino è emersa, ribaltando l’opinione pubblica negativa che si era diffusa. Di Gregorio ha saputo rispondere sul campo, sfoderando prestazioni di alto livello e proteggendo la porta della Juventus sia contro il Genoa e sia contro l’Atalanta.

Nella gara contro De rossi, Spaletti inizialmente manda Perin che ha mostrato prestazioni mediocri ma non così insufficienti come quelle ottenute da Di Gregorio nella prima parte di stagione. Proprio questa esclusione, però, sembra aver acceso una scintilla nel portiere, che ha reagito con carattere, tornando a imporsi come una presenza sicura tra i pali.

Emblematica, in questo senso, la gara contro l’Atalanta: nonostante la vittoria per 0-1 e tre punti fondamentali nella corsa al quarto posto, la Juventus ha concesso ben 22 tiri agli avversari. Un dato che evidenzia come il lavoro da fare resti ancora importante, ma che allo stesso tempo esalta la prestazione di Di Gregorio. Il portiere, infatti, non si è lasciato intimidire dalla pressione costante, mantenendo la porta inviolata e risultando decisivo nel blindare il risultato.

Ciao sono Gianluca Vitiello, laureato in lettere moderne, benvenuti nel mio profilo, dove le notizie incontrano la verità e la curiosità è suscitata dalle notizie filtrate dal buon senso. Dal 2002 solo una fede bianconera.

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