Juve, stop a Lukaku: Balzarini rivela il piano cessioni

Emergenza David e Openda: i due flop di mercato bloccano gli acquisti bianconeri.

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La Juventus sbarra le porte al ritorno di fiamma – mediatico, si capisce – per Romelu Lukaku, concentrando le proprie risorse sulla risoluzione di un’emergenza offensiva che rischia di paralizzare il prossimo mercato estivo. Secondo le indiscrezioni raccolte da Gianni Balzarini, il club bianconero considera prioritario il dossier relativo alle cessioni di Jonathan David e Loïs Openda, definiti come i due errori più pesanti delle recenti campagne acquisti. Il canadese, fermo a soli 7 gol stagionali e reduce da prestazioni definite “impallidite” sotto la gestione di Luciano Spalletti, e il belga, pagato 45 milioni di euro ma attualmente fuori dai piani tecnici, rappresentano due zavorre economiche di difficile collocazione.

“L’interesse per Lukaku è inesistente perché la dirigenza è ostaggio delle mancate offerte per David e Openda“, ha chiarito il giornalista, tracciando un parallelo tra la situazione dell’ex Lipsia e il precedente di Arthur. Il rischio concreto è che Openda debba essere ceduto in prestito di anno in anno, non trovando acquirenti disposti a coprire l’oneroso investimento iniziale. Nonostante i recenti segnali di risveglio di David con la maglia del Canada, la Juventus fatica a ricevere proposte ufficiali, complicando il piano di realizzare una plusvalenza necessaria per finanziare nuovi innesti nel reparto avanzato.

Il paradosso della Continassa vede la squadra aggrapparsi al recupero di Dusan Vlahovic, prossimo al rinnovo, mentre i due grandi colpi estivi scivolano nelle gerarchie di Spalletti, finendo spesso in panchina a vantaggio di soluzioni d’emergenza come Boga o il jolly Gatti. Senza la risoluzione dei nodi legati ai due attaccanti, ogni manovra in entrata resta congelata, costringendo il club a una strategia di difesa del bilancio piuttosto che di attacco al mercato. La priorità assoluta per la direzione sportiva rimane quella di evitare un nuovo caso di esuberi strutturali, cercando una via d’uscita per due profili che, finora, non hanno ripagato l’investimento miliardario.

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