La vigilia di Juventus-Lazio si trasforma in un manifesto del nuovo corso bianconero. In una sala stampa insolitamente formale, dove lo staff tecnico si è presentato in divisa sociale per sottolineare la solennità del momento, Luciano Spalletti ha celebrato il rinnovo di Kenan Yildiz fino al 2030, definendolo il pilastro su cui edificare le ambizioni del club. Ma oltre alle celebrazioni per il talento turco, il tecnico di Certaldo ha tracciato la rotta tattica per la sfida contro i biancocelesti di Maurizio Sarri, affrontando con la consueta schiettezza anche i temi legati al mercato e al proprio futuro sulla panchina della “Signora”.
«Yildiz è tanta roba»: l’investitura del Mister
L’apertura della conferenza è stata un monologo di stima per il numero dieci: «Ci siamo vestiti così perché è un giorno importante per la Juventus. È bellissimo pensare di avere Kenan per più anni possibili», ha esordito Spalletti. Il tecnico ha poi analizzato l’impatto tecnico del ragazzo, capace di cambiare l’inerzia delle partite con la sua imprevedibilità: «Yildiz ha lo strappo, l’uno contro uno fulminante. Ti permette di giocare in superiorità perché salta quasi sempre l’uomo; è veramente tanta roba».
Nonostante l’entusiasmo per il rinnovo del suo pupillo, Spalletti ha mantenuto un profilo basso riguardo al proprio prolungamento contrattuale, legandolo esclusivamente ai risultati: «È giusto non mettere pressione, la società deve fare le sue valutazioni. Quando avrò dimostrato di meritarlo come Kenan, se ci riuscirò, allora sarà possibile».
La sfida a Sarri e il “calcio liquido”
Il focus si è poi spostato sulla gara contro la Lazio, descritta come un test di maturità contro un avversario che esprime un calcio superiore a quanto dica la classifica attuale. Spalletti ha risposto con ironia al dibattito tra stili di gioco: «Risultatisti o giochisti? In mezzo ci sono gli equilibristi. Secondo me è facile: più hai la palla, più decidi le tue sorti».
Il tecnico bianconero teme il fraseggio sarriano e predica un sistema “liquido”, capace di adattarsi alle diverse fasi del match senza perdere l’identità: «Se lasci palla alla Lazio, le concedi di fare il suo gioco. Noi vogliamo tenere il comando, ma con comportamenti diversi a seconda dei momenti».
Mercato e singoli: l’analisi su Boga, Holm e Kelly
Spalletti ha accolto con favore gli ultimi innesti, sottolineando come la qualità individuale sia l’unico vero motore del successo: «Boga sa saltare l’uomo e ha sensibilità palla al piede, può partire dalla posizione di Yildiz ma agire ovunque. Holm lo conosco da tempo, ha avuto una crescita importante con Italiano; servono calciatori con personalità perché è il loro livello a determinare i risultati».
Un passaggio significativo è stato riservato a Lloyd Kelly, pedina fondamentale in un momento in cui la Juventus soffre l’assenza di un centravanti di ruolo. «Lloyd è un calciatore fortissimo che usa ancora una percentuale bassa delle sue potenzialità», ha spiegato Spalletti, «ha un sinistro potente e sa scegliere il passaggio. Oggi il centravanti è il punto di partenza, non solo quello di arrivo: deve aprire gli spazi per gli inserimenti dei compagni».
Verso la Lazio: dubbi e certezze
Mentre Yildiz è confermato come titolare inamovibile, restano i dubbi legati alle condizioni fisiche di Conceição e dello stesso Kelly, entrambi reduci da lavoro differenziato e sotto osservazione per la rifinitura di domani mattina. Spalletti ha chiuso con un monito sulla mentalità: «Non giochiamo in base al nome dell’avversario, ma contro un intero campionato. La mentalità è la voce che dice chi sei in ogni singola partita: noi dobbiamo esibirla».
