Il post-Bergamo in casa Juventus apre una riflessione profonda sulla gestione della panchina e, in particolare, sull’apporto di Edon Zhegrova. La sconfitta contro l’Atalanta ha evidenziato un cortocircuito tra le scelte tattiche e la risposta del campo, con Luciano Spalletti che non ha nascosto il disappunto per alcune “scelte determinanti sbagliate”.
Il focus della critica interna si sposta ora sul rendimento del fantasista kosovaro. Considerato fin qui l’arma tattica per eccellenza, il profilo capace di alterare gli equilibri a gara in corso, Zhegrova sembra aver perso quella capacità di impatto che lo aveva contraddistinto. Se da un lato l’innesto di Jeremie Boga ha convinto per intraprendenza, l’ex Lille è apparso bloccato, facilmente arginato dai raddoppi avversari e lontano dalla versione “spacca-partite” ammirata in precedenza.
Secondo quanto emerge dall’analisi tecnica dello staff bianconero, la mancanza di concretezza offensiva mostrata al Gewiss Stadium è figlia anche di questa flessione individuale. La scintilla si è affievolita, lasciando spazio a un giocatore troppo passivo nel momento del bisogno.
GLI SCENARI – Il piano per i prossimi mesi potrebbe subire una variazione drastica. Con un decollo stagionale che tarda ad arrivare, Spalletti valuta nuove soluzioni per l’attacco. Non è escluso un rimescolamento delle gerarchie: Zhegrova dovrà dimostrare di poter riconquistare il suo status nel breve periodo, pena il rischio di scivolare indietro nelle rotazioni a favore di elementi più in forma e pronti a incidere immediatamente sul risultato.
