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Juventus, subito l’Europa per ripartire: allo Stadium arriva il Benfica di Mourinho

Dopo il ko di Cagliari, i bianconeri si rifugiano nella Champions League prima del Napoli. Spalletti valuta cambi e rilanci per ritrovare slancio.

2 min di lettura

Archiviare in fretta il passo falso di Cagliari e ritrovare certezze sul palcoscenico più alto. È con questo obiettivo che la Juventus torna a concentrarsi sulla Champions League, mettendo momentaneamente in secondo piano il big match di campionato contro il Napoli. Prima della sfida della domenica, allo Stadium arriva un test che pesa: il Benfica guidato da José Mourinho.

Una notte europea per misurare ambizioni

La gara di mercoledì sera non è solo un appuntamento di calendario. È un banco di prova utile a misurare solidità, personalità e ambizioni della squadra di Luciano Spalletti. Contro un avversario di prestigio, con esperienza e identità europea, la Juventus cerca risposte immediate, anche per allontanare le scorie mentali lasciate dall’ultima uscita in campionato. L’idea è chiara: ripartire dall’Europa per ritrovare fiducia, evitando di farsi condizionare troppo presto dall’incrocio con l’ex capitano Antonio Conte che attende in Serie A.

Spalletti valuta rotazioni e nuove soluzioni

In vista della Champions, Spalletti sta studiando qualche aggiustamento. Tra le certezze che tornano in primo piano c’è Khéphren Thuram, pronto a rientrare dal primo minuto dopo aver rifiatato in campionato. Il suo dinamismo è considerato fondamentale per alzare intensità e qualità nella zona centrale del campo.

Cresce inoltre l’ipotesi di vedere Francisco Conceição tra i titolari: una scelta che risponderebbe all’esigenza di aumentare imprevedibilità e spinta offensiva sulle corsie, elementi spesso decisivi nelle notti europee.

Prima l’Europa, poi il Napoli

La strategia bianconera è netta: pensare una partita alla volta. Il Benfica rappresenta l’occasione per rialzarsi subito e presentarsi con un’altra faccia al successivo appuntamento di campionato. Vincere in Champions cambierebbe l’inerzia, restituendo entusiasmo e fiducia a un gruppo che vuole dimostrare di saper reagire. Allo Stadium, contro Mourinho, la Juventus cerca una risposta che va oltre i tre punti: serve un segnale. E l’Europa, spesso, è il palcoscenico ideale per ritrovarlo.

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