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Juve, Spalletti chiede un altro “nove”: serve peso in area

Con Vlahović fuori e un rinnovo lontano, due punte non bastano: la Juventus cerca un centravanti fisico

3 min di lettura

Alla Continassa non si parla di emergenza, ma di struttura. La Juventus guarda oltre l’immediato e prende atto di un dato che il campo ha reso evidente: due centravanti non bastano. Il messaggio di Luciano Spalletti è arrivato chiaro alla dirigenza: per reggere il peso della stagione serve un altro “nove”, un attaccante capace di occupare l’area con fisicità e continuità. Un profilo che oggi manca, soprattutto con Dušan Vlahović fermo ai box.

Un’esigenza tecnica, prima che numerica

La ricerca non nasce da una contingenza, ma da una lettura di sistema. La Juventus attuale fatica quando deve attaccare difese schierate, alzare il baricentro e trasformare il possesso in pericolosità costante. In queste partite, la mancanza di un riferimento fisico centrale si avverte. Per questo la richiesta è precisa: peso, centimetri, istinto da area. Un centravanti che non viva solo di movimento, ma che sappia abitare i sedici metri. L’assenza prolungata di Vlahović, operato a fine novembre e atteso non prima di marzo, ha accelerato riflessioni che erano già in corso. E il tema contrattuale del serbo, con un rinnovo sempre più lontano, rende il quadro ancora più chiaro: alla Continassa è partita la caccia all’erede.

David e Openda: efficaci, ma non risolutivi

Gli attaccanti a disposizione hanno qualità, ma non coprono tutte le esigenze. Jonathan David ha ritrovato continuità sotto porta, ma il suo calcio lo porta spesso a uscire dall’area, a legare il gioco, più che a presidiare il centro dell’attacco. È un valore, non un difetto, ma non risolve le partite bloccate.

Loïs Openda è devastante quando c’è campo: attacca la profondità, colpisce in transizione, esalta le ripartenze. Contro difese basse, però, soffre la densità, fatica a trovare spazi e perde incisività. Due profili utili, ma non sovrapponibili a Vlahović per caratteristiche.

Il profilo cercato e la tempistica

La Juventus vuole un attaccante diverso, complementare, che possa dare soluzioni alternative già nel breve periodo e diventare una risorsa stabile nel medio termine. Non un rincalzo, ma un tassello che cambi l’inerzia delle partite sporche, quelle che si vincono sui dettagli e sulle seconde palle.

La tempistica conta: l’obiettivo è chiudere entro fine mese, se le condizioni di mercato lo consentiranno. Senza forzare, ma senza attendere troppo. Perché il calendario incalza e perché — nel mercato — tutto può cambiare in fretta.

Una scelta che guarda oltre l’emergenza

Non è una rincorsa all’ultimo nome, né un’operazione tampone. È una decisione che parla di identità: la Juventus vuole tornare ad avere presenza vera in area, quella che sposta le difese e apre soluzioni per chi arriva da dietro. Con o senza Vlahović, il futuro dell’attacco passa da qui.

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