La pista Frattesi-Juventus esiste davvero. Non è una voce da corridoio né una suggestione costruita a tavolino: è un’ipotesi concreta, studiata, monitorata. Ma è anche un’operazione incastrata in una serie di paletti che, oggi, ne rallentano ogni sviluppo reale.
La Juventus osserva, valuta, resta alla finestra. E lo fa con un’idea molto precisa: non impegnarsi subito, non forzare la mano, non accettare formule che blindino l’investimento prima ancora di capire se il contesto lo consente.
La formula è il vero ostacolo
Il punto centrale non è il giocatore, quello convince tutti, ma la formula dell’operazione. I bianconeri non intendono muoversi su un prestito con obbligo di riscatto. La strada, semmai, è quella di un prestito con diritto, eventualmente condizionato, ma mai automatico né già iscritto a bilancio.
Una differenza sostanziale, soprattutto quando dall’altra parte c’è Inter, che su Frattesi continua a ragionare in termini di valorizzazione piena dell’asset. Senza aperture su questo fronte, l’affare resta congelato.
Attendere o liberare spazio: le due strade della Juventus
A Torino le ipotesi sono essenzialmente due. La prima è aspettare fino all’ultimo, trasformando Frattesi in una possibile occasione di fine mercato, quando le dinamiche cambiano e i margini di manovra si allargano. Una strategia attendista, ma non passiva.
La seconda strada passa invece dalle uscite. In particolare da Teun Koopmeiners, che resta il giocatore con il valore storico più alto a bilancio. Qui, però, i numeri raccontano una realtà rigida: dopo il primo ammortamento, il valore residuo è ancora elevato e servirebbero circa 48 milioni per evitare una minusvalenza. Uno scenario tutt’altro che semplice, soprattutto in questa fase di mercato.
Frattesi, oggi più sogno che opportunità
In questo quadro, Davide Frattesi rischia di restare una suggestione più che una trattativa imminente. Se l’Inter non modificherà la propria posizione, la Juventus non forzerà. Il risultato è chiaro: a gennaio difficilmente si chiude, mentre l’estate potrebbe offrire condizioni più favorevoli.
Anche perché, in prospettiva, l’operazione avrebbe senso soprattutto per Luciano Spalletti, che vede in Frattesi un profilo ideale per il suo calcio. Ma i tempi del mercato non sempre coincidono con quelli delle idee tecniche.
L’ombra del Galatasaray e il fattore tempo
C’è poi un elemento esterno che non può essere ignorato: il Galatasaray. Il mercato turco resta aperto più a lungo rispetto a quello italiano, e questo crea una finestra pericolosa. Dopo la chiusura della Serie A, i club turchi possono ancora intervenire sugli esuberi europei.
La storia recente lo insegna. Victor Osimhen ha accettato la Turchia proprio quando le alternative erano svanite, rimasto intrappolato dal calendario del mercato. Un precedente che pesa e che rende Frattesi, potenzialmente, un nome appetibile anche fuori dall’Italia.
Uno scenario in stand-by
Oggi la fotografia è questa: la Juventus segue Frattesi, ma alle sue condizioni. L’Inter non apre, e quindi l’operazione non parte. Il tempo scorre, il mercato si muove altrove, e il rischio è che l’occasione cambi maglia prima ancora di diventare reale. Gennaio, salvo sorprese, difficilmente sarà il mese giusto. Ma il nome resta sul tavolo. E nel mercato, si sa, le storie non sempre finiscono quando sembrano ferme.

