C’è un dato che racconta più di tante analisi tattiche il volto della Juventus nella Serie A 2025/26: l’aggressività nella riconquista immediata del pallone. I bianconeri sono diventati una squadra che va a caccia alta, che prova a soffocare l’uscita avversaria e a trasformare il recupero in occasione. Le statistiche lo certificano senza interpretazioni. La Juventus ha prodotto 23 conclusioni nate da recuperi nella metà campo avversaria, un dato che vale il secondo posto assoluto in campionato, alle spalle della sola Inter (24) e in linea con l’Udinese. Non un dettaglio marginale, ma una fotografia precisa dell’idea di calcio portata avanti dallo staff tecnico.
Una Juve che pressa, accorcia e rischia
Il pressing alto non è una conseguenza casuale, ma una scelta strutturale. La Juventus accetta il rischio di difendere in avanti pur di accorciare il campo, aumentare il numero di possessi offensivi e costringere l’avversario all’errore. È un approccio moderno, dispendioso, che richiede sincronismi e letture continue. Il paradosso, però, è tutto nei numeri successivi.
Tante riconquiste, zero gol: il limite nascosto
Nonostante l’elevato volume di tiri generati da recupero offensivo, la Juventus non ha ancora segnato partendo da questa dinamica. Un dato che non ridimensiona l’efficacia del pressing, ma ne mette a nudo il limite attuale: la finalizzazione immediata. Recuperare alto è solo metà del lavoro. Trasformare quell’errore avversario in gol richiede lucidità, tempi giusti e qualità nell’ultimo passaggio. È qui che il salto di qualità diventa evidente: la Juve costruisce le condizioni, ma non sempre le capitalizza.
Il confronto con il Lecce: stessi esiti, mondi opposti
All’altro estremo della classifica c’è il Lecce, che ha prodotto appena nove conclusioni da recupero offensivo, facendo meglio solo del Cagliari. Due squadre lontanissime per struttura, ambizioni e proposta. Eppure, un dato le accomuna: zero gol segnati dopo un recupero alto. Una coincidenza solo apparente. Nel caso del Lecce, il pressing è episodico e più legato alle situazioni che a un’idea sistemica. Nel caso della Juventus, invece, il problema è opposto: il volume c’è, manca ancora l’efficienza.
Il segnale per la seconda parte di stagione
La lettura è chiara: la Juventus ha già costruito la base tattica giusta, ora deve trasformarla in rendimento pieno. Se anche solo una parte di quei recuperi alti inizierà a diventare gol, il peso offensivo della squadra crescerà in modo sensibile. Il pressing dice che la strada è tracciata. La classifica dirà quanto velocemente la Juve riuscirà a completare l’opera.

