Sono ore e giorni che determineranno il futuro di Luciano Spalletti alla Juventus. L’allenatore, come confermato anche dalla recente lettera di John Elkann agli azionisti della holding Exor, di cui il club bianconero fa parte, gode della massima fiducia dei vertici societari, ed è pronto a firmare il suo personale prolungamento di contratto con la Vecchia Signora.
Massima fiducia dall’alto: pronto il prolungamento fino al 2030
Se fino a qualche giorno fa si era ipotizzato un rinnovo “contenuto”, almeno dal punto di vista della durata del contratto, sembra invece avverarsi la seconda ipotesi. Dalla Continassa ciò che filtra è l’intenzione di assicurarsi le prestazioni di Luciano Spalletti da allenatore della Juventus fino al 2028. Niente più formula da un anno e poi si vedrà, ma un accordo che restituisca al tecnico toscano tutto ciò che di buono ha fatto dal suo insediamento a stagione in corso per la squadra.
La fumata bianca sembra dunque essere prossima al compimento, ed il momento propizio dovrebbe essere proprio a ridosso della Pasqua, o comunque prima della gara contro il Genoa del 6 aprile. Se così dovesse essere, Spalletti riceverebbe insieme al contratto (che dovrebbe procurargli una cifra annua di 6 milioni di euro, al pari di Kenan Yildiz e Jonathan David) quella scossa da trasmettere alla squadra, per permettergli di allungare definitivamente sulla Roma, e raggiungere il Como al quarto posto.
Fatto il rinnovo il futuro passa dal mercato: le mosse della dirigenza per accontentare Luciano
E proprio il piazzamento in Champions League diverrebbe fondamentale per il futuro della Juventus. I soldi che il club incasserebbe da un eventuale qualificazione, tra i 60 ed 70 milioni di euro, diventerebbero un asset strategico per il mercato estivo. In quest’ottica, infatti, Spalletti vorrebbe portare all’ombra della Mole diversi giocatori, di comprovata esperienza internazionale e non, che possano riportare la squadra lì dove manca da troppo tempo: ai vertici nazionali ed europei. Diversi nomi sono stati già messi sul tavolo: da campioni conclamati come Rudiger, Lewandowsky, Bernardo Silva e Goretzka, a giocatori che già hanno vestito la maglia bianconera e non vedrebbero l’ora di tornare a Torino, come nel caso di Kolo Muani.
