Il Parma affronterà domani la Juventus in una gara dal peso storico e tecnico rilevante, e lo farà con l’idea di imporre identità e consapevolezza. A presentare la sfida in conferenza stampa è stato l’allenatore Carlos Cuesta, che ha chiarito fin dall’apertura l’approccio con cui i gialloblù scenderanno in campo contro la squadra di Luciano Spalletti.
«L’abbiamo preparata cosapevoli del contesto in cui ci troveremo, con molta chiarezza della partita che vogliamo giocare. Sappiamo cosa rappresenta e dell’opportunità di rappresentare il Parma, per vivere bei momenti coi nostri tifosi. Faremo tutto il possibile per portare la gara dove vogliamo», ha spiegato Cuesta, sottolineando il valore emotivo e sportivo della sfida.
Nuovi innesti pronti e gruppo in evoluzione
Il tecnico ha confermato la piena disponibilità dei nuovi arrivati, in un momento di mercato ancora in movimento per il club emiliano. «Assolutamente sì, sono disponibili. È stata una settimana con movimenti, Cutrone e Djuric sono andati via», ha precisato, lasciando intendere come le scelte di formazione saranno legate soprattutto alle esigenze tattiche.
Sul piano collettivo, Cuesta ha ribadito la fiducia nel lavoro della società e nella crescita del gruppo: «La società lavora sempre, come ha fatto sempre, in modo che la squadra sia la migliore possibile. Il mio focus è sempre lo stesso: aiutare questi ragazzi ad aumentare il livello di prestazione. I nuovi arrivi ci possono aggiungere valore, per questo sono qua».
La Juventus e le chiavi della partita
Il rispetto per l’avversario è massimo, ma senza timori reverenziali. «Sappiamo le qualità della Juventus ma anche le opportunità che ci sono in tutte le squadre. Loro hanno molta qualità individuale e collettiva, con fluidità e volontà di attaccare gli spazi. Sono una squadra con tanti registri, che anche a livello difensivo è forte e può cambiare in base alla partita», ha analizzato l’allenatore del Parma.
La risposta gialloblù dovrà poggiare su basi chiare: «Noi proveremo a giocare coi nostri punti di forza. Abbiamo bisogno della solidità e del sacrificio, della compattezza che ci avvicina ai risultati. Allo stesso tempo serve qualità e consapevolezza».
Nicolussi Caviglia, duttilità e lettura dei momenti
Tra i temi centrali, la gestione del centrocampo e il ruolo di Nicolussi Caviglia, elemento chiave per equilibrio e costruzione. «Un giocatore versatile, può fare il doppio play, il mediano o il play da solo. Ha capacità che ci possono aiutare. Abbiamo un centrocampo completo, con diversità di caratteristiche», ha spiegato Cuesta.
Sulla possibilità di vederlo da mezz’ala di inserimento, il tecnico ha aggiunto: «Lo ha fatto in passato, quindi lo può fare. Io penso che l’aspetto di arrivare in area viene condizionato dagli step precedenti. Nicolussi ci può aiutare, anche con la sua abilità di calciare dal limite. Ci può aiutare a progredire con la palla».
Versatilità, adattamento e maturità
La partita richiederà capacità di lettura e adattamento continui. «Per essere competitivi domani dobbiamo giocare molto bene, sapendo che ci sono momenti in cui potremo giocare più vicini alla sua porta, mentre altri dove dovremo essere più compatti e giocare bene nei diversi contesti di partita», ha sottolineato Cuesta. «Dobbiamo essere umili e avere la maturità per leggere le situazioni e fare sempre quello che è giusto».
Un concetto ribadito anche parlando di infortuni e rotazioni: «Durante tutta la stagione abbiamo dovuto sviluppare la capacità di adattamento, è una capacità che ci è stata data dal contesto». E sull’importanza di profili duttili: «Ci sono degli specialisti che possono aiutarti tanto, come giocatori che sanno adattarsi. Abbiamo giocatori con intelligenza per adattarsi con relativa facilità».
L’aspetto mentale e la sfida con Spalletti
Cuesta ha infine rimarcato il peso della crescita mentale dei singoli, citando anche il percorso di Troilo: «Molto importante sentire davvero che ogni giocatore ha una crescita individuale. Troilo sta crescendo molto e si sta adattando alle nuove situazioni. Ha giocato bene contro il Milan, l’Atalanta e il Napoli».
E sull’idea di sorprendere un allenatore esperto come Spalletti, la risposta è netta: «Per me non è un gioco di sorprendere l’avversario. Per me è un gioco dove i nostri giocatori devono giocare meglio degli avversari per avere più probabilità di portare punti a casa».
