La vigilia della Juventus verso il crocevia di San Siro è scandita dai dubbi sulle condizioni fisiche di Kenan Yıldız. Il fantasista turco, alle prese con una fastidiosa infiammazione al ginocchio, resta l’incognita principale nel piano tattico di Luciano Spalletti. Secondo quanto riferito dalla Gazzetta dello Sport, il tecnico si trova di fronte a un bivio: rischiare il classe 2005 dal primo minuto o preservarlo per un ingresso a gara in corso, ricalcando la gestione prudente già adottata nella precedente sfida contro il Bologna.
L’orientamento dello staff tecnico sembra convergere verso una staffetta programmata tra lo stesso Yıldız e Jeremie Boga. Sebbene il turco sia tornato ad allenarsi con i compagni, la tentazione di lanciarlo subito nella mischia si scontra con la necessità di non aggravare il quadro clinico. “Rinunciare a un profilo così determinante è complesso”, filtra dall’ambiente bianconero, ma l’ipotesi che Boga possa partire titolare per poi lasciare spazio al talento cristallino del numero 10 nella ripresa guadagna quota ora dopo ora.
A fare da contraltare alle incertezze tattiche ci pensa la solidità di Gleison Bremer, ormai leader carismatico di uno spogliatoio chiamato a ritrovare la mentalità vincente dei tempi d’oro. Il difensore brasiliano ha suonato la carica con dichiarazioni che non lasciano spazio a interpretazioni: “Negli ultimi anni abbiamo galleggiato, ma alla Juventus sei un campione solo se vinci trofei“. Per Bremer e compagni, la qualificazione in Champions League rappresenta oggi il requisito minimo indispensabile per non considerare fallimentare l’annata, ma le ambizioni del gruppo puntano a ricostruire un ciclo vincente partendo proprio da una prestazione d’autorità contro il Milan.
Con un attacco che ritrova Dovbyk ma resta un cantiere aperto, la Juventus si affida dunque alla solidità del proprio asse portante e all’estro, anche se a mezzo servizio, dei suoi uomini di maggior qualità. La decisione definitiva di Spalletti su Yıldız arriverà solo dopo l’ultimo provino mattutino, in una notte dove la Champions non ammette calcoli.
