A poche ore dalle indiscrezioni che filtrano dagli ambienti torinesi, il futuro di Dusan Vlahovic sembra aver imboccato una traiettoria diametralmente opposta a quella tracciata negli ultimi mesi. Se fino a poche settimane fa l’addio del centravanti serbo appariva come una tappa obbligata per le esigenze di bilancio della Juventus, oggi il clima alla Continassa narra di una ricucitura diplomatica in pieno svolgimento. Il sodalizio bianconero, pur mantenendo un profilo di estrema prudenza, sta preparando il terreno per quello che si preannuncia come il summit decisivo per la permanenza del numero nove a Torino.
L’asse Torino-Belgrado: il cronoprogramma del summit
L’agenda della dirigenza juventina è già segnata: entro la metà di aprile è fissato l’incontro ufficiale con Milos Vlahovic, padre e agente del calciatore, per discutere il rinnovo dell’accordo attualmente in scadenza al 30 giugno 2026. Non si tratterà di un semplice colloquio di cortesia, ma dell’inizio di una trattativa complessa volta a blindare l’asset più prezioso della rosa di Thiago Motta. La volontà delle parti sembra essere mutata: la rigidità che ha caratterizzato la scorsa sessione di mercato ha lasciato il posto a una disponibilità al dialogo che accende l’ottimismo della tifoseria.
La manovra economica: tra tagli necessari e incentivi
Il cuore della negoziazione risiede in una congiuntura finanziaria delicatissima. La Juventus ha la necessità impellente di abbattere il monte ingaggi, con l’obiettivo di stabilizzare la quota fissa della retribuzione di Vlahovic intorno ai 6 milioni di euro annui. Si tratta di un ridimensionamento drastico rispetto agli attuali 12 milioni percepiti dal serbo, frutto degli scatti progressivi previsti dal contratto siglato nel 2022 dopo il trasferimento dalla Fiorentina. Per colmare questo gap, la dirigenza sta studiando un’architettura contrattuale basata su un “contratto ponte” di uno o due anni, che permetterebbe di spalmare gli oneri finanziari nel tempo.
Commissioni e bonus: i nuovi paradigmi della Continassa
La proposta bianconera prevede l’inserimento di una struttura di bonus estremamente performante, legata non solo ai traguardi collettivi ma anche allo score individuale dell’attaccante. In questo modo, il sacrificio economico richiesto a Vlahovic verrebbe parzialmente compensato da premi legati ai risultati sul campo, rinsaldando quel legame semantico tra rendimento e guadagno che rappresenta la nuova linea guida della proprietà.
