La Juventus ha deciso di proseguire con Luciano Spalletti, individuato come perno del presente e soprattutto del futuro tecnico del club. La vittoria sul Napoli ha rafforzato convinzioni già maturate internamente: l’allenatore toscano è l’uomo giusto per guidare la ricostruzione bianconera. La palla, ora, passa allo stesso Spalletti, che preferisce prendersi tempo prima di sciogliere ogni riserva.
Dalla caduta alla rinascita: il segnale del campo
Il successo contro il Napoli ha avuto un valore simbolico. Poco più di un mese prima, proprio contro la sua ex squadra, Spalletti aveva toccato il punto più basso della sua esperienza torinese. Oggi, invece, il tecnico si ritrova al centro del progetto, con una squadra che ha ritrovato compattezza e una direzione chiara. Alla Continassa il giudizio è netto: la Juventus vuole andare avanti con lui, senza tentennamenti.
La posizione del club: progetto lungo
La società ha già comunicato all’allenatore la volontà di superare l’attuale accordo, in scadenza dopo otto mesi e firmato il 30 ottobre scorso, per costruire un percorso a lunga gittata, almeno fino al 2028. L’indicazione è stata ribadita anche nelle ultime ore, forte di un consenso ormai trasversale all’interno dell’area sportiva.
La risposta di Spalletti: nessuna fretta
Il tecnico, però, ha scelto una linea prudente. «Nessuna fretta, c’è tempo, grazie», sarebbe stata la risposta recapitata al club. Spalletti è consapevole che restare a Torino significa puntare a vincere già dalla prossima stagione, ma ritiene imprescindibili garanzie tecniche precise. La sua posizione, riportata così, chiarisce il momento: «per ora, è irremovibile; la società ha scommesso su di lui dopo il buio con la Nazionale e, lui, ha scommesso su se stesso per risentirsi al centro del ring. Il lavoro fatto in questi mesi ha rimesso il tecnico toscano al centro della scena e, quindi, in una posizione più forte perché più credibile. Ci rivediamo tra un po’».
Le condizioni sul tavolo: mercato e rinnovi
Le richieste di Spalletti non sono un ultimatum, ma una base di lavoro. Le priorità tecniche da condividere in vista di giugno sono chiare e scandite in modo netto: «Primo: l’operazione Tonali. Secondo: la soluzione del rebus numero nove che non può che essere di livello. Terzo o, meglio, primo: il nodo dei rinnovi». Tra questi, il prolungamento di Kenan Yildiz è considerato imprescindibile per la Juventus che verrà.
Un futuro da definire, ma una direzione tracciata
Il quadro è delineato: la Juventus ha scelto Spalletti e glielo ha fatto sapere con chiarezza. L’allenatore, forte dei risultati e di una credibilità ritrovata, prende tempo e chiede certezze. Non è una distanza, ma una trattativa tra parti che si riconoscono. La sensazione è che l’incontro decisivo arriverà presto, con il campo che continuerà a essere il principale alleato di questa intesa.
