Alla Continassa il silenzio è solo apparente. Dietro le porte chiuse, la Juventus sta già ragionando su uno dei reparti che più di altri potrebbero cambiare volto nei prossimi mesi: la porta. Non una semplice rotazione, ma un possibile reset tecnico che potrebbe coinvolgere tutte le gerarchie, dall’attuale titolare fino al terzo portiere.
La porta della Juventus entra in zona decisioni
La posizione di partenza è chiara: Michele Di Gregorio è oggi il portiere che gode della fiducia interna. Staff e dirigenza lo considerano affidabile, dentro al progetto. Ma il mercato, si sa, ha regole proprie. E quando bussano dall’estero, soprattutto dalla Premier League, nessun nome è davvero inattaccabile.
La Juventus non ha l’urgenza di vendere, ma davanti a un’offerta ritenuta congrua la valutazione diventerebbe inevitabile. Da qui nasce l’idea, tutt’altro che teorica, di un’estate di profonda riflessione sul ruolo.
Perin e Pinsoglio: destini che si separano
Se Di Gregorio è il punto interrogativo più pesante, alle sue spalle la situazione è ancora più fluida. Mattia Perin è destinato a guardarsi intorno. Il suo nome resta fortemente legato al Genoa, che lo considera una priorità per il futuro. Il ritorno non è immediato, ma l’orizzonte estivo appare il momento naturale per riaprire il discorso. Diverso il caso di Carlo Pinsoglio. Qui non si parla solo di mercato: a fine stagione potrebbe aprirsi una riflessione personale sul proseguimento della carriera, con l’ipotesi di un addio al calcio che non viene esclusa.
Vice cercasi: profilo chiaro, richieste precise
La Juventus, in ogni scenario, dovrà intervenire. Anche mantenendo Di Gregorio, servirà un secondo portiere con caratteristiche ben definite: affidabilità, poche pretese di titolarità, disponibilità a coprire una quindicina di presenze stagionali. In questo identikit rientrano profili già monitorati come Christos Mandas e Lorenzo Montipò. Non nomi da copertina, ma soluzioni coerenti con una gestione razionale del reparto.
Scenario shock: se parte Di Gregorio
Il vero spartiacque, però, resta uno solo. Se Di Gregorio dovesse lasciare Torino, la Juventus alzerebbe l’asticella. In quel caso tornerebbero d’attualità portieri di primo piano come Guglielmo Vicario, già protagonista ad alti livelli all’estero. Ma attenzione anche a un nome che, per status e tempistiche contrattuali, può trasformarsi in occasione: Mike Maignan. La scadenza con il Milan apre uno spiraglio che, a parametro zero, avrebbe un peso specifico enorme. Un’ipotesi complessa, ma che sul tavolo di un top club non può essere ignorata.
Lettura di redazione: una porta che racconta la nuova Juve
Non è solo una questione di nomi. La gestione dei portieri racconta la Juventus che verrà: attenta ai conti, pronta a cogliere opportunità, meno legata alle gerarchie tradizionali. L’estate potrebbe diventare il momento di una scelta netta, capace di ridefinire identità e ambizioni. Per ora tutto resta in sospeso. Ma una cosa è certa: la porta bianconera, nei prossimi mesi, sarà tutt’altro che blindata.

