Gennaio, per la Juventus, non è il mese delle rivoluzioni. È il mese delle correzioni, di quei ritocchi mirati che possono dare profondità senza stravolgere un equilibrio appena ritrovato. Luciano Spalletti lo ha detto senza giri di parole: la rosa lo soddisfa, il lavoro ha già rimesso in carreggiata più di un giocatore. Ma qualcosa, in un paio di zone, manca ancora. Ed è lì che il mercato entra in scena. In punta di piedi, ma con idee chiare.
Spalletti e la richiesta minima: “Mi basta poco”
Non c’è urgenza, né pressione pubblica. La Juventus guarda al mercato sapendo di dover scegliere, non di dover rincorrere. Spalletti è stato netto: l’organico attuale ha risposto bene e diversi elementi sono cresciuti proprio grazie alla continuità concessa. Tuttavia, come ammesso dallo stesso tecnico, in alcune posizioni la coperta è corta. Il messaggio alla dirigenza è sottile ma chiaro: non servono nomi a effetto, serve funzionalità.

Chiesa, il ritorno che intriga (ma non è semplice)
In cima alla lista c’è Federico Chiesa. Non una suggestione nostalgica, ma una valutazione tecnica precisa. La Juventus sta lavorando su una formula che possa convincere il Liverpool: prestito con condizioni che portino all’obbligo di riscatto. Una trattativa complessa, fatta di incastri e tempi tecnici. Spalletti conosce bene Chiesa e non lo ha mai nascosto. Ai tempi della Nazionale lo aveva definito il “Sinner dell’Italia”, sottolineandone qualità e potenziale. Oggi, però, il tecnico resta prudente: è un giocatore di un altro club. Tradotto: apprezzamento sì, forzature no.
L’alternativa sostenibile: Daniel Maldini
Se la pista Chiesa dovesse rallentare o diventare economicamente impraticabile, la Juventus ha pronto un piano B. Si chiama Daniel Maldini, profilo giovane, duttile, compatibile con un progetto che guarda anche al futuro. Attualmente all’Atalanta, Maldini rappresenta un’opzione più accessibile sul piano economico, ma non per questo secondaria sul piano tecnico. Un innesto di sistema, non di copertina.

Centrocampo blindato: Miretti resta
Sul fronte mediana, invece, la linea è tracciata. Spalletti non chiede rinforzi. A meno di occasioni clamorose – il riferimento a Davide Frattesi resta sullo sfondo – la Juventus andrà avanti così. La fiducia è piena in Fabio Miretti. Per il tecnico è una pedina utile oggi e preziosa domani: margini di crescita evidenti, intelligenza tattica e continuità. Per questo, a centrocampo, non si tocca nulla.
Prima il campo: la Cremonese come banco di prova
Al di là delle voci, Spalletti guarda dritto al presente. La Juventus apre il girone di ritorno contro la Cremonese, la stessa squadra contro cui è iniziata la sua avventura bianconera 72 giorni fa. Abbastanza per tracciare un primo bilancio, non per sedersi. La crescita c’è, ma va confermata. Ogni partita, come ama ripetere il tecnico. Il mercato può aiutare, certo. Ma la Juventus, oggi, vuole restare fedele a una linea: pochi innesti, giusti, senza perdere se stessa.

