Juventus, João Mário racconta: “Lo staff della Juve aveva bisogno di caratteristiche diverse, al Bologna…”

João Mário ha espresso ad A Bola le sue opinioni riguardo il complicato periodo alla Juventus e la voglia di mostrare il suo reale valore al Bologna; il terzino portoghese analizza nel dettaglio le difficoltà affrontate durante il percorso, lasciando tuttavia aperta la porta di un possibile ritorno a Torino.

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João Mário ha rilasciato un’intervista alla testata portoghese A Bola, analizzando il suo percorso in Serie A fino a questo momento. Dalle difficoltà di adattamento alla Juventus, alla possibilità di rinascita a Bologna.

“Non avevo la presunzione di impormi subito alla Juve, ma il club bianconero è differente…”

Come riportato da Tuttosport, il terzino lusitano, arrivato a Torino lo scorso luglio dal Porto, si è espresso sull‘opportunità di rilancio nella squadra di Vincenzo Italiano, nutrendo la speranza di tornare alla Continassa in estate: “Al Bologna ho l’occasione di dimostrare che ho le capacità per incidere in un campionato estremamente fisico e tattico come la Serie A. Gli allenatori possiedono una mentalità particolarmente prudente, però devo ugualmente attaccare e difendere. Sto provando a mostrare tutto il mio potenziale, quindi mi auguro di continuare a giocare al meglio. Al termine della stagione vedremo, non dipende solo da me. Se rimarrà alla Juventus, avrà un peso anche il parere di mister Spalletti. A Torino inizialmente stavo bene, era tutto simile a come me lo immaginavo. Giocavo spesso, scendendo in campo anche da titolare”.

João Mário prosegue il dialogo chiarendo: “Non avevo la presunzione di impormi immediatamente alla Juve. La cultura bianconera è differente dalle altre, è necessario un periodo di adattamento. Ero molto contento della mia scelta, tuttavia, quando lo staff tecnico necessitò di caratteristiche diverse per il ruolo che ricoprivo, trovai sempre meno spazio. Spesso, Tudor mi inseriva quando eravamo in svantaggio, ma rimanevo in campo comunque poco. In seguito, quando arrivò Spalletti, gli dissi che avevo bisogno di più minutaggio, così ne abbiamo parlato. Poi, a gennaio, si materializzò l’opportunità di andare al Bologna, così accettai di cambiare aria”.

In conclusione, il classe 2000 racconta del desiderio rossoblù di essere protagonisti in Europa anche nella prossima stagione, sognando di alzare un trofeo di assoluto valore già in quella corrente: “Siamo consapevoli che arrivare in Europa attraverso il campionato sia estremamente complicato, la distanza in classifica dalle altre squadre che hanno il medesimo obiettivo è significativa. Però ci crediamo. In Europa League, invece, abbiamo grandi ambizioni. Dopo aver eliminato la Roma, vogliamo ancora di più. Il percorso è difficile, ora affronteremo l’Aston Villa, un’altra grande favorita, ma non vogliamo accontentarci di quello che abbiamo già fatto”.

Lello <3 San Severino Marche, 09/05/2006. Vincere non è importante, è l'unica cosa che conta. La pressione è un privilegio.

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