Juventus, il padre di Gatti:  “È amareggiato, vorrebbe giocare di più, ma sarebbe strano il contrario…”

Il padre di Gatti racconta il periodo che sta affrontando il calciatore italiano: problemi fisici, voci di mercato e spirito di squadra i temi principali scandagliati nell'intervista di Tuttosport.

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Ludovico Gatti, padre del difensore bianconero, ha rilasciato un’intervista a Tuttosport, analizzando gli ultimi mesi del numero 4 e il periodo sfavorevole della Vecchia Signora: “La Juve recupera le partite grazie al talento dei suoi giocatori, ha molta qualità che può emergere all’improvviso…”

Tra infortuni e sirene di mercato, Gatti cuore bianconero

La prima parte dell’intervista vede come oggetto il recente passato di Federico Gatti, con il papà che spiega: “L’ultimo anno di mio figlio è stato complicato: con Tudor non è riuscito ad emergere a causa di un infortunio. In questa stagione ha subito gli strascichi di quel problema, poi, quando è arrivato Spalletti, ha avuto a che fare con il menisco. È amareggiato, vorrebbe giocare di più, ma sarebbe strano il contrario. Per fortuna fa fatica ad accettarlo, perché i professionisti come lui puntano sempre al massimo. A Federico di un buon ingaggio interessa relativamente: la cosa principale è ottenere grandi risultati in campo, per cui farà di tutto per tornare al centro del progetto”.

In seguito, riguardo al possibile addio del classe 1998, di cui si è molto discusso nelle passate sessioni di mercato, il padre di Gatti chiarisce: “Federico non vuole andarsene; lui è molto legato al mondo bianconero, spera che non lo costringano a lasciare Torino, ma ora deve farsi trovare pronto in ogni occasione. Può prendere ispirazione da un calciatore come Rugani: anche se veniva preso in causa meno degli altri, era sempre presente. Deve avere questa mentalità”.

Fede è molto abile a farsi trovare pronto in area, ma può migliorare…”

Il confronto prosegue con Ludovico Gatti che analizza le parole espresse dal figlio post Roma-Juventus, con il difensore di Rivoli che aveva ironizzato sul poter raggiungere quota 15-20 gol se schierato come attaccante: “Ha sempre dimostrato di essere bravo nel posizionamento: fin da ragazzo, quando era al Torino, l’allenatore lo faceva muovere a ridosso delle punte, così ha sviluppato l’amore per il gol. Poi però dovette cambiare ruolo e arretrare fino al reparto difensivo. Ora Fede è molto abile a farsi trovare pronto in area di rigore, ma può migliorare ulteriormente”.

Infine, l’intervista termina con una riflessione di Ludovico Gatti sul momento complicato della Juventus, elogiando tuttavia le ottime prestazioni mostrate nelle ultime uscite: “La Juve recupera i match grazie al talento dei suoi giocatori, ha molta qualità che può emergere all’improvviso. In Champions League la squadra ha giocato benissimo, non solo Federico: mi sono proprio divertito mercoledì scorso, meritava di passare il turno. Mi dispiace soltanto per come è nato il gol di Osimhen, perché Fede ha fatto la scelta di entrare in scivolata, quando magari andandogli addosso… Poteva essere contento per la prestazione, tuttavia era estremamente deluso. All’Olimpico invece c’entra anche un po’ di fortuna: lui ha messo a segno il gol decisivo per pareggiare, ma la Juve meritava ugualmente almeno un punto.

Lello <3 San Severino Marche, 09/05/2006. Vincere non è importante, è l'unica cosa che conta. La pressione è un privilegio.

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