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Juventus–Chiesa, trattativa fredda con il Liverpool: pesano i costi

Valutazioni in corso in casa bianconera: l’operazione è considerata onerosa e non prioritaria a due settimane dalla fine del mercato.

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La Juventus ha rallentato in modo deciso sulla pista che porta a Federico Chiesa, con la trattativa con il Liverpool che, a oggi, resta in una fase di raffreddamento evidente. A due settimane dalla chiusura del mercato, il dossier non è considerato prioritario e viene valutato con prudenza, soprattutto per l’impatto economico complessivo dell’operazione.

Chiesa-Juventus, contatto freddo e riflessioni sui costi

Il punto non è il valore del giocatore, che resta fuori discussione, ma la sostenibilità dell’affare. Come riferito da Fabrizio Romano, in casa bianconera pesa una valutazione interna molto chiara: tra costo del cartellino e ingaggio, l’investimento sarebbe elevato per un profilo che, nelle idee tecniche attuali, non partirebbe come titolare fisso ma come alternativa a Kenan Yildiz. È su questo equilibrio che la dirigenza sta ragionando. La Juventus non intende forzare la mano per un’operazione percepita come onerosa e non strategica nel rapporto qualità-prezzo, almeno allo stato attuale.

La posizione del Liverpool: nessuna apertura al ribasso

Dal lato inglese la linea non è cambiata. Il Liverpool, fin dai primi contatti avviati a inizio gennaio, ha chiarito di essere disposto a trattare solo a titolo definitivo, con obbligo di riscatto garantito e su basi economiche elevate. Nessuna formula ponte, nessun prestito creativo: chi vuole Chiesa deve impegnarsi subito e con cifre importanti. Questa rigidità ha contribuito a raffreddare ulteriormente il dialogo, spingendo la Juventus a prendere tempo e a riconsiderare le priorità in entrata.

Un discorso aperto, ma non caldo

Il quadro, al momento, è quello di una trattativa aperta solo teoricamente. Le prossime settimane diranno se il termometro potrà risalire, ma senza un cambio di condizioni economiche difficilmente la Juventus deciderà di affondare il colpo. L’orientamento è chiaro: nessuna operazione fuori scala, soprattutto se non perfettamente allineata al progetto tecnico.

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