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Juventus-Chiesa, la pista resta aperta: il Liverpool frena, la Juve insiste

L’esterno resta il profilo ideale per completare l’attacco bianconero, ma la distanza sulla formula e sulla valutazione rallenta tutto

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Il nome non è mai uscito dal radar. E non per nostalgia, ma per logica tecnica. Federico Chiesa continua a rappresentare per la Juventus la soluzione più naturale per completare un attacco che ha bisogno di esperienza, strappi e affidabilità. Il problema è che tra l’idea e la realtà c’è di mezzo un muro inglese che, per ora, non accenna a sgretolarsi.

Chiesa resta centrale nei piani della Juventus

Alla Continassa la linea è chiara: Federico Chiesa non viene considerato un’alternativa marginale né un semplice rincalzo. L’eventuale ritorno a Torino servirebbe a dare spessore e continuità a un reparto offensivo che oggi ruota molto attorno a Kenan Yıldız, ma che non può permettersi di caricare tutto il peso sulle spalle di un solo talento.

L’idea della Juventus è quella di affiancare a Yıldız un giocatore abituato a reggere pressioni, ritmi e aspettative. In questo senso Chiesa resta il profilo ideale, anche se il percorso per riportarlo in bianconero è tutt’altro che lineare.

Il nodo Liverpool: valutazione alta e linea rigida

Il vero ostacolo è la posizione del Liverpool. Il club inglese non considera Chiesa una colonna del progetto di Arne Slot, ma non è disposto a trasformarlo in un’uscita di comodo. La richiesta economica resta intorno ai 20 milioni di euro, una cifra che la Juventus giudica eccessiva per un’operazione che nasce come opportunità di rilancio.

Da Anfield si continua a spingere per una cessione a titolo definitivo, mentre la Juventus insiste su una formula diversa, più prudente, che riduca il rischio finanziario e lasci margini di manovra nel tempo. È qui che la trattativa, di fatto, si blocca.

Salah e gli equilibri che possono cambiare

Sul tavolo c’è anche una variabile che potrebbe incidere sugli sviluppi: il rientro di Mohamed Salah, atteso dopo gli impegni con la nazionale. Il suo ritorno rischia di ridurre ulteriormente lo spazio per Chiesa nelle rotazioni offensive del Liverpool, rendendo meno strategico trattenere un giocatore ai margini delle gerarchie.

La Juventus osserva e attende, convinta che il tempo possa giocare a suo favore. Più lo spazio si restringe, più diventa complesso giustificare una valutazione elevata.

La strategia bianconera: pazienza e leva sul giocatore

Dal canto suo, la Juventus non ha cambiato approccio. Nessuna accelerazione forzata, nessuna asta. L’obiettivo resta il prestito, possibilmente con condizioni che permettano di valutare il rendimento nel medio periodo. In questo scenario, la volontà del giocatore diventa un elemento non secondario.

Chiesa guarda con favore a un ritorno a Torino e sarebbe disposto anche a rivedere l’ingaggio, pur di rimettersi al centro di un progetto tecnico che gli garantisca continuità. È su questo asse, più che sulle cifre secche, che i bianconeri proveranno a costruire un punto d’incontro.

Una trattativa che vive di equilibri

Per ora non c’è lo strappo, né la svolta. Solo una partita a scacchi fatta di attese, segnali e posizioni che potrebbero ammorbidirsi. La Juventus non molla, il Liverpool resiste. E Chiesa resta lì, cerchiato in rosso, come quei nomi che il mercato non dimentica finché una delle parti non è costretta a fare un passo.

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