La gestione dei calendari torna a infiammare il dibattito calcistico nazionale, mettendo la Juventus di fronte a un bivio strategico che rischia di condizionare l’intero finale di stagione. La Lega Serie A ha confermato la programmazione della sfida di Coppa Italia contro l’Atalanta per questo giovedì, una collocazione temporale che costringe il club bianconero a una gestione d’emergenza delle risorse fisiche a pochi giorni dal fondamentale scontro diretto in campionato contro la Lazio. Con il quarto posto blindato da soli due punti di margine sulla Roma, la necessità di preservare i titolari per la corsa Champions League appare oggi l’unica priorità assoluta, a discapito della competizione nazionale.
Il dilemma del turnover e il rischio infortuni
La decisione di scendere in campo di giovedì riduce drasticamente i tempi di recupero, obbligando lo staff tecnico a una riflessione profonda sulla formazione da schierare a Bergamo. In una fase del campionato dove ogni punto pesa come un macigno, la Juventus non può permettersi il lusso di sommare ulteriori infortuni a una lista già critica. L’ombra di quanto accaduto recentemente al Napoli, uscito malconcio dal confronto con l’Atalanta proprio a causa di una gestione logistica complessa, suggerisce una strada obbligata: il turnover massiccio. Una scelta che, pur razionale in ottica europea, finisce inevitabilmente per depotenziare il prestigio e le ambizioni bianconere in Coppa Italia, trasformando un quarto di finale in un pericoloso ostacolo burocratico.
Un incastro di date che penalizza la Continassa
Analizzando a freddo la distribuzione dei match infrasettimanali, emerge con chiarezza come una diversa pianificazione avrebbe potuto tutelare l’integrità della competizione e la salute degli atleti. Se il calendario avesse previsto l’anticipo di Inter-Torino al martedì, liberando lo slot del mercoledì per la sfida della Juventus, i bianconeri avrebbero goduto di quella finestra di 72 ore necessaria per preparare con la miglior formazione possibile il match contro la Lazio. Questa soluzione avrebbe garantito una distribuzione più equa dei carichi di lavoro, permettendo anche a una platea televisiva più ampia di assistere a una sfida tra Juve e Atalanta giocata con i rispettivi starting eleven.
L’impressione che serpeggia negli ambienti vicini alla società è che si sia preferito non intaccare lo status quo dei calendari altrui, lasciando che fosse la Juventus a farsi carico del peso maggiore di questa settimana corta. In un calcio moderno dove il recupero atletico è parte integrante della prestazione, giocare di giovedì sera rappresenta un handicap evidente per chi, tre giorni dopo, si gioca una fetta consistente del proprio futuro economico e sportivo in Serie A.
