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Juventus a Cagliari, ritiro avviato: Spalletti verso il 4-2-3-1

Convocati ufficiali e scelte quasi definite: Di Gregorio in porta, David riferimento offensivo. Locatelli da gestire per la diffida.

2 min di lettura

La Juventus è arrivata a Cagliari e ha avviato il ritiro pre-gara in vista del match serale, con Luciano Spalletti orientato a confermare il 4-2-3-1. Scelte quasi definite, gestione delle diffide e qualche ballottaggio ancora aperto compongono il quadro a poche ore dal fischio d’inizio.

Arrivo e convocazioni: il gruppo bianconero è al completo

La Juventus ha ufficializzato l’elenco dei convocati, che comprende portieri, difensori, centrocampisti e soluzioni offensive utili a coprire tutte le esigenze del piano partita. Tra i nomi presenti figurano Michele Di Gregorio, Mattia Perin, Bremer, Federico Gatti, Manuel Locatelli, Francisco Conceição, Teun Koopmeiners, Kenan Yıldız, Pierre Kalulu, Vasilije Adžić, Khvicha Kostić, Khephren Thuram, Fabio Miretti, Weston McKennie, Andrea Cambiaso, Jonathan David, Juan Cabal.

Spalletti verso il 4-2-3-1: scelte e ballottaggi

L’assetto tattico è indirizzato sul 4-2-3-1, con Di Gregorio tra i pali. In difesa, Kalulu e Cambiaso sugli esterni, mentre al centro la coppia Bremer-Kelly; Cabal resta un’alternativa credibile, anche per una gestione delle energie. In mediana Thuram è certo del posto; al suo fianco resta il dubbio tra Locatelli e Koopmeiners, con il capitano che potrebbe essere preservato essendo diffidato e con il Napoli all’orizzonte.

Sulla trequarti, Spalletti punta su McKennie, Miretti e Yıldız, chiamati a garantire ritmo, inserimenti e qualità tra le linee. Davanti, il riferimento offensivo sarà David, incaricato di finalizzare una manovra che dovrà essere rapida e verticale.

L’undici probabile

Juventus (4-2-3-1): Di Gregorio; Kalulu, Bremer, Kelly, Cabal; Thuram, Koopmeiners; McKennie, Miretti, Yıldız; David.

Dettagli che contano

Tra gestione delle diffide e rotazioni mirate, la Juventus arriva a Cagliari con un piano chiaro: equilibrio, intensità e concretezza. Le ultime ore serviranno a sciogliere i ballottaggi residui, ma l’impianto è definito. Ora, parola al campo.

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