Un colpo subito durante l’ultima sessione di allenamento alla Continassa ha scosso le certezze di Luciano Spalletti alla vigilia del summit più atteso della stagione. Khephren Thuram, l’architetto del centrocampo bianconero che avrebbe dovuto sfidare il fratello Marcus nel cuore di San Siro, è vittima di un edema osseo – una forte contusione – che ne mette seriamente a rischio l’impiego nel Derby d’Italia. Nonostante le rassicurazioni di facciata del capitano Locatelli in conferenza, le rilevazioni mediche suggeriscono un’impasse fisica difficilmente risolvibile in tempi brevi, lasciando al tecnico di Certaldo l’onere di ridisegnare la diga mediana proprio nel momento più delicato del campionato.
L’opzione Koopmeiners: il ritorno al centro del villaggio
La soluzione più naturale per sopperire all’assenza del francese porta il nome di Teun Koopmeiners. L’olandese, finora protagonista di una stagione al di sotto delle aspettative in termini di incisività offensiva, potrebbe ritrovare i gradi di titolare proprio nel palcoscenico più prestigioso. Nelle ultime uscite, Spalletti lo ha spesso arretrato sulla linea dei difensori per sfruttarne la visione di gioco in fase di impostazione, ma l’eventuale forfait di Thuram lo riporterebbe nel suo habitat naturale accanto a Locatelli. Per Koopmeiners è l’occasione del riscatto: dopo mesi di appannamento, un’ottima prestazione contro il centrocampo di Chivu potrebbe rappresentare il turning point definitivo della sua avventura juventina.
Il rebus McKennie e la candidatura di Miretti
Qualora Spalletti decidesse di mantenere Koopmeiners in posizione più arretrata o avanzata a seconda delle fasi del match, l’alternativa principale rimane Fabio Miretti. Il giovane trequartista è stato spesso utilizzato dal primo minuto in questo scorcio di stagione, agendo alle spalle dell’unica punta David. In questo scenario, si profila un arretramento tattico per Weston McKennie: l’americano, nonostante i punti di sutura applicati alla caviglia dopo la sfida con la Lazio, ha recuperato ed è pronto a giocare. Tuttavia, allontanare il texano dalla porta avversaria, dove ha mostrato un feeling realizzativo senza precedenti, è un rischio che lo staff tecnico valuta con estrema attenzione.
La “spallettata” e il fattore Adzic
Sullo sfondo restano le soluzioni meno convenzionali, le cosiddette “spallettate”. Vasilije Adzic, l’eroe della gara d’andata autore della prodezza balistica del 4-3, scalpita per una maglia che gli manca da fine settembre. Sebbene il montenegrino abbia trovato poco spazio ultimamente, il ricordo del suo impatto contro i nerazzurri è ancora vivo e potrebbe rappresentare l’arma psicologica per scardinare le certezze dell’Inter. Non è da escludere nemmeno un avanzamento di Cambiaso a centrocampo con l’inserimento di Cabal sulla corsia mancina, o l’utilizzo immediato di Boga per aggredire la profondità. La decisione finale arriverà solo dopo il provino decisivo di domani mattina, ma il Derby d’Italia di Khephren Thuram sembra ormai appeso a un filo sottilissimo.
