La pista è reale, concreta, ma non ancora percorribile. Federico Chiesa e la Juventus si sono ritrovati idealmente sulla stessa linea, ma tra desiderio e realtà c’è di mezzo un Liverpool che, in questo momento, non può permettersi di lasciarlo andare. E un ambiente, quello di Anfield, che alla sola idea della cessione reagisce con fastidio crescente.
Chiesa guarda a Torino, ma Liverpool frena
Il segnale più forte arriva dal giocatore. Federico Chiesa è orientato a tornare in Italia e a riabbracciare la Juventus, club lasciato un anno e mezzo fa e con cui sente di avere ancora un conto aperto. L’esperienza inglese, vissuta tra infortuni, adattamento e gerarchie mai davvero scalfite, non ha prodotto ciò che sperava.
Con Arne Slot in panchina al Liverpool, lo spazio è rimasto limitato. Chiesa si è sempre allenato con professionalità, ha trovato qualche gol e circa 500 minuti complessivi, ma la sensazione di non essere centrale nel progetto si è fatta strada. Da qui, l’apertura totale al ritorno in bianconero.
Il nodo è il timing, prima ancora della formula
Il problema, però, non è la volontà del giocatore. È il contesto. Il Liverpool ha detto no, almeno per ora, a un’operazione in prestito con diritto di riscatto. La richiesta è chiara: cessione definitiva o obbligo, a una cifra superiore ai 10 milioni.
Ma soprattutto c’è una questione di organico. Con Mohamed Salah impegnato in Coppa d’Africa e altri attaccanti ai box, la coperta offensiva dei Reds si è accorciata. In questo scenario, Chiesa torna improvvisamente utile: partite chiave di Premier e FA Cup incombono, e il club inglese non vuole privarsi di una risorsa immediata. Il messaggio è stato recapitato anche alla Juventus: aspettare qualche giorno, poi se ne riparla.
Il fattore umano: Chiesa-Juve, un filo mai spezzato
A Torino, l’idea piace eccome. Non solo per ragioni tecniche, ma anche emotive. Chiesa sente di aver ritrovato fiducia e stima da figure chiave come Luciano Spalletti e Giorgio Chiellini, con cui ha condiviso momenti fondamentali della sua carriera, a partire dall’Europeo vinto nel 2021.
La Juve lo considera un profilo capace di riaccendere qualità, intensità e identità offensiva. Ma c’è anche un ostacolo economico: l’ingaggio attuale, vicino ai 7 milioni, non è sostenibile per i parametri bianconeri. Qui, però, lo spazio per trattare esiste, perché la volontà del giocatore va in una direzione chiara.
Anfield si ribella: tifosi contrari alla cessione
C’è poi un elemento che pesa, anche se non è decisivo sul piano contrattuale: l’opinione della tifoseria. Ad Anfield, Chiesa è apprezzato per atteggiamento, spirito di sacrificio e qualità. I tifosi dei Reds non vogliono perderlo ora, non in questo momento di emergenza offensiva. Slot, pubblicamente, non ha preso posizione, ma il clima è evidente. Il club, però, guarda oltre l’emotività: se arriverà l’offerta giusta, la porta non resterà chiusa a lungo.
Una trattativa vera, ma non immediata
La Juventus fa sul serio. Chiesa ha già detto sì all’idea. Ma il Liverpool, oggi, detta i tempi. Prima servono partite, rientri, chiarezza sul calendario africano di Salah. Poi si tornerà al tavolo. Non è una suggestione. È una trattativa in pausa forzata. E gennaio, come spesso accade, deciderà tutto nei dettagli.

