Juventus, l’attacco sotto processo verso San Siro: chi spezzerà il tabù del gol nel Derby?

Da David a Yildiz, le punte bianconere cercano il riscatto contro l'Inter: Spalletti chiede cinismo per non vanificare la mole di gioco prodotta.

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Il conto alla rovescia verso il Derby d’Italia è scandito da un interrogativo che agita le notti della Continassa: chi segnerà all’Inter? La sfida di San Siro, crocevia nevralgico per le ambizioni stagionali del sodalizio bianconero, mette a nudo la fragilità realizzativa di un reparto offensivo apparso, nelle ultime uscite, tanto prolifico nella costruzione quanto fumoso nella finalizzazione. Sebbene la gestione di Luciano Spalletti abbia impresso un’identità più propositiva rispetto al passato, la mole di gioco prodotta non trova un riscontro proporzionato nel tabellino, trasformando il volume d’attacco in una sterile rincorsa al gol che rischia di pesare come un macigno contro la capolista.

La crisi del cinismo: quando gli attaccanti abdicano

I segnali di allarme sono emersi con nitidezza nel recente pareggio contro la Lazio, dove la Juventus ha dovuto affidarsi agli inserimenti del centrocampista McKennie e alla proiezione offensiva del difensore Kalulu per muovere il punteggio. Il digiuno delle punte non è però un episodio isolato: già contro l’Atalanta, la compagine bianconera aveva sprecato una quantità industriale di occasioni, evidenziando una preoccupante mancanza di cattiveria agonistica negli ultimi sedici metri. In un match di cartello come quello contro i nerazzurri, dove gli spazi saranno esigui e le opportunità col contagocce, l’impasse degli attaccanti potrebbe rivelarsi fatale.

Le critiche più aspre hanno investito i singoli interpreti del reparto. Jonathan David, prelevato per garantire un salto di qualità internazionale, attraversa una fase di appannamento che lo vede poco incisivo e spesso avulso dalla manovra. Non va meglio a Kenan Yildiz: il giovane talento turco, fresco di rinnovo contrattuale, sembra aver smarrito la via della rete proprio nel momento in cui la squadra avrebbe più bisogno del suo estro. Anche le alternative dalla panchina, da Zhegrova a Conceição, non sono riuscite a fornire il cambio di passo sperato, sciupando palloni sanguinosi che gridano ancora vendetta.

La statistica contro il muro nerazzurro: serve una metamorfosi

Il paradosso della Juventus di Spalletti risiede proprio nei numeri: la squadra crea di più e calcia di più rispetto alla passata stagione, ma la percentuale realizzativa resta deficitaria. Se i bianconeri continueranno a necessitare di 15 o 16 conclusioni per inquadrare lo specchio e trovare la rete, la missione San Siro diventerà proibitiva. Contro l’Inter di Chivu, compagine che fa della solidità difensiva e della densità centrale i propri punti di forza, servirà una metamorfosi tecnica e caratteriale.

Precisione chirurgica e un cinismo d’altri tempi sono i requisiti minimi per uscire indenni dal Derby d’Italia. La sfida di sabato sera rappresenterà dunque il banco di prova definitivo per misurare le reali ambizioni di alta classifica della Juventus. Spalletti chiede ai suoi attaccanti di assumersi il peso della responsabilità: non è più il tempo del gioco estetico fine a se stesso, ma della concretezza necessaria per trasformare i sogni di gloria in realtà. La corsa verso la zona Champions League passa inevitabilmente dai gol degli uomini d’area; ora, più che mai, la Juventus ha bisogno che i suoi “numeri 9” tornino a fare i padroni del proprio destino.

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