Caso Di Gregorio, l’agente attacca la Juve: la ricostruzione e i precedenti di Weah e Danilo

Il procuratore del portiere bianconero accende il mercato in uscita dei bianconeri, ancora una volta alle prese con aspre critiche degli agenti per il suo operato

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Nelle ultime ore, l’ambiente della Continassa è stato scosso dal caso Di Gregorio, scoppiato in seguito alle parole del proprio agente, che ha attaccato la dirigenza della Juventus. Le recenti dichiarazioni del procuratore dell’estremo difensore bianconero hanno infatti acceso una polemica che potrebbe complicare i piani del mercato, già in salita per le difficoltà a raggiungere profili come Martinez e Vicario.

Caso Di Gregorio, cosa è successo?

A innescare la discussione ci ha pensato Carlo Alberto Belloni, agente di Di Gregorio, che tramite una storia su Instagram si è scagliato contro l’operato della Juventus. Nelle sue dichiarazioni si legge una difesa al proprio assistito, tra i principali accusati della stagione deludente dei bianconeri. Belloni evidenzia i numeri di Di Gregorio nell’ultima annata, che lo posizionano al quarto posto fra i migliori portieri del campionato, e prosegue colpevolizzando la dirigenza bianconera di aver speso cifre esorbitanti per tre attaccanti definiti “impresentabili”. L’agente del giocatore ha concluso affermando che il portiere ha tre anni di contratto e partirà in ritiro con la Juventus, in attesa di capire se si presenteranno opportunità di mercato da tenere in considerazione.

La risposta di Di Gregorio

In risposta alla posizione del proprio agente, è stato lo stesso Di Gregorio a prendere posizione: “Ci tengo a fare una precisazione riguardo la mia posizione. Anche se si tratta della mia agenzia e del mio procuratore, con cui ho un grandissimo rapporto e con cui collaboro sin dagli inizi della mia carriera, prendo le distanze per quanto riferito sui miei compagni, per cui ho grandissima stima e rispetto, come ho sempre dimostrato, in campo e fuori”.

Il portiere ex Monza ha così concluso la sua storia su Instagram: “Nonostante sia stata indubbiamente una stagione difficile per il clima che si è creato intorno a me, la mia professionalità non è in discussione. Finché sarò un giocatore della Juventus rispetterò i miei compagni e onorerò la maglia come ho sempre fatto finora”.

Juventus e agenti, un rapporto complicato: gli ultimi precedenti

Non è la prima volta che la Juventus ha avuto diverbi con i procuratori, sintomo di una difficoltà della dirigenza a curare i rapporti con alcuni dei propri tesserati. L’episodio più recente è da ricercare nella scorsa sessione estiva. Nel giugno 2025, Damien Comolli intavolò una trattativa con il Nottingham Forrest per la cessione di Samuel Mbangula e Timothy Weah.

Tuttavia, l’affare saltò a causa delle volontà del calciatore statunitense: un rifiuto che, a detta del suo procuratore, influenzerà la successiva trattativa con il Marsiglia. L’agente accusò infatti Comolli di agire per ripicca, ostacolando il trasferimento del proprio assistito al club francese per attendere altre proposte dalla Premier League. Il caso si concluse con il dirigente francese che venne incontro alle richieste dell’entourage di Weah, che riuscì a trovare l’accordo con il club transalpino.

Diverse tensioni accompagnarono anche la separazione tra Danilo e la Juventus nel gennaio 2025. In questo caso, lo storico procuratore del brasiliano, Bruno Misorelli, non attaccò direttamente la dirigenza bianconera, bensì l’allenatore Thiago Motta. In un post di X in cui si parlava dell’addio del brasiliano alla Vecchia Signora, l’agente del calciatore commentò stizzito, affermando come anche l’allora allenatore bianconero fosse in uscita. La dichiarazione fece discutere tanto, al punto che lo stesso Danilo dovette prendere le distanze. Il commento venne poi cancellato, ma l’accusa di Misorelli verso il progetto del duo Giuntoli-Motta rimase abbastanza chiara.

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