Juve, Spalletti gela tutti: “In settimana parlo con Elkann”

Il crollo in classifica della squadra riapre tutti gli scenari sul destino del tecnico, nonostante il recente rinnovo.

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Il futuro di Luciano Spalletti sulla panchina della Juventus si tinge improvvisamente di giallo all’indomani del pesante passo falso casalingo contro la Fiorentina, un risultato negativo che rischia di estromettere la compagine torinese dalla prossima Champions League. Nonostante il recente prolungamento contrattuale che legava formalmente l’allenatore di Certaldo ai colori bianconeri fino al 30 giugno 2028, il clamoroso scivolamento in classifica dal terzo al sesto posto ha innescato una crisi profonda e inaspettata all’interno dell’ambiente societario. Lo stesso tecnico toscano, visibilmente scosso nella conferenza stampa post-partita, ha squarciato il velo sulle prossime mosse della proprietà, annunciando un imminente e decisivo faccia a faccia con il numero uno di Exor, John Elkann, per fare il punto sulla situazione. Un vertice ad altissimi livelli che, secondo le prime indiscrezioni giornalistiche, potrebbe non limitarsi alla semplice pianificazione della prossima stagione ma rimettere clamorosamente in discussione la permanenza del mister a Torino.

Il clima alla Continassa si è fatto rovente proprio a causa della perdita del pass per l’Europa d’élite, un traguardo minimo che la proprietà considerava imprescindibile sia per il blasone sia per la stabilità dei bilanci. Davanti ai microfoni dei cronisti, Spalletti non ha cercato scuse per la brutta prestazione offerta dalla sua squadra, scegliendo la via dell’autocritica radicale prima di analizzare i demeriti del gruppo. Il tecnico ha spiegato che, a suo modo di vedere, l’analisi non può fermarsi alla singola sfida, sottolineando come l’incapacità di reagire alle difficoltà e l’impossibilità di far esprimere il reale potenziale della rosa lo obblighino a fare un esame di coscienza personale prima di giudicare l’operato dei suoi calciatori. L’allenatore ha poi aggiunto che risulta evidente come sia stato fatto molto meno rispetto alle reali possibilità, concludendo che un sodalizio prestigioso come la Juventus ha il dovere morale di calcare il palcoscenico della Champions League, pur riconoscendo il valore delle numerose e agguerrite concorrenti.

La situazione di incertezza tecnica si inserisce in un contesto societario altrettanto fluido, dove i primi a rischiare il posto sembrano essere i quadri dirigenziali, a partire dal direttore sportivo Damien Comolli. Un eventuale ribaltone ai vertici dell’area sportiva potrebbe far saltare anche le ultime garanzie a tutela della guida tecnica, trasformando il summit con la proprietà in un potenziale tavolo di separazione. Lo spettro di un addio anticipato assume contorni ancora più netti dopo le ultime battute del mister in sala stampa, il quale ha ribadito la necessità di una profonda riflessione interiore per proporre soluzioni diverse da quelle attuali, confermando che il confronto con John Elkann avverrà nel corso di questa settimana per valutare la fattibilità del progetto comune.

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