Juventus Primavera, beffa nel finale: la Coppa Italia sfuma ai rigori

Delusione per la Juventus Primavera, che vede sfumare il sogno della Coppa Italia, arrendendosi ai calci di rigore all'Atalanta dopo una partita che lascia tanti rimpianti

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Un percorso brillante costruito partita dopo partita con qualità e carattere, ha portato la Juventus U20 alla finale di Coppa Italia. La partita è stata giocata con grande personalità e il trofeo, dopo oltre dieci anni di attesa, sembrava ormai a un passo. La Juventus di Mister Padoin, tuttavia, deve arrendersi nel modo più crudele: assaporare la vittoria fino al 94′, venire raggiunta dall’Atalanta ad un soffio dal traguardo e poi cadere ai calci di rigore.

I bianconeri approdano in finale dopo aver eliminato Frosinone, Inter e Parma, mostrando solidità e qualità nelle sfide decisive. Più lungo e tortuoso il cammino dell’Atalanta, partita dai turni preliminari e capace di costruire una lunga serie positiva fino alla finale. Per la Juventus era l’occasione d’oro per interrompere un digiuno che durava dalla stagione 2012-2013 e per la maggior parte della gara, la coppa sembrava sempre più vicina alle mani della Juventus.

Juventus dominante e vantaggio di Nicolò Rizzo

La squadra bianconera parte molto forte, determinata a imporre il proprio ritmo. Già nei primi minuti arrivano segnali chiari: Makiobo ci prova da fuori al 2′, mentre Merola crea scompiglio sulla fascia al 6′ con un cross da calcio d’angolo e al 15′ saltando un’avversario e calciando un destro dalla distanza, che termina però sul fondo.

Il vantaggio arriva al 27′ ed è la fotografia della superiorità bianconera: Rizzo raccoglie una respinta e lascia partire un sinistro a giro preciso che batte il portiere della dea Anelli. Un gol meritato, che premia una Juventus più intraprendente ed organizzata.

La squadra continua a spingere e al 32′ sfiora il raddoppio con Durmisi, fermato da un grande intervento del portiere bergamasco. L’atalanta nella prima frazione di gioco si vede poco, rendendosi pericolosa solo una volta con Camara al 38′, sul cui colpo di testa Radu compie una grande parata, mantenendo il vantaggio della Vecchia Signora.

Occasioni, errori e tanta sfortuna

Nel secondo tempo la Juventus alza ulteriormente il livello. Al 50′ Montero, su assist di Merola colpisce la traversa su deviazione di Anelli, cinque minuti più tardi, dalla parte opposta, anche Baldo, che anticipa Montero, centra il legno per l’Atalanta.

Le occasioni più clamorose, però, capitano a Durmisi: al 61′ Tiozzo lavora un bel pallone e lo mette al centro per il compagno che a pochi passi dalla porta lo manda alto; dopo appena cinque minuti Elimoghale imbuca benissimo per il numero 14 biacnonero, che salta il portiere ma non riesce a concludere. Due episodi che peseranno enormemente sulla partita.

Al 73′ è ancora la Juventus ad essere pericolosa con un azione strepitosa di Grelaud che chiude l’uno-due con Keutgen, ma il suo tentativo non trova la porta. La squadra di Simone Padoin domina, ma non riesce a concretizzare, restando solamente con il minimo vantaggio.

Il finale che cambia tutto: dal possibile 2-0 al pareggio del 94′

Nel recupero arriva l’episodio decisivo: al 93′ Elimoghale se ne va in velocità e prova una grande conclusione con il mancino per il raddoppio, ma Anelli si oppone e para. Al 94′, arriva la beffa: cross in area di Camara e Isaac Collins Isoa, di testa, trova il gol del’1-1 indirizzando il pallone sul secondo palo. Una rete che gela la Juventus e porta la sfida ai calci di rigore.

Rigori fatali per i bianconeri

Dal dischetto l’Atalanta è glaciale, mentre la Juventus vive l’incubo dei guantoni di Anelli. Inizia Mouisse: il suo destro secco si insacca dritto sotto l’incrocio dei pali. La Juventus risponde con il capitano Francesco Verde, ma il suo destro a mezz’altezza verso destra viene respinto dal portiere della Dea. Il raddoppio dell’Atalanta porta la firma di Gasparello: rigore perfetto, nell’angolino basso a destra con Radu completamente spiazzato.

Il momento buio della Juventus prosegue con Lopez: il suo destro rasoterra è troppo centrale e Anelli blocca ancora, alzando un muro invalicabile. Baldo aumenta il divario con una conclusione violentissima di destro: sul 3-0, Elimoghale accorcia le distanze con un rigore forte e imparabile, tenendo la Juventus aggrappata al match. Ma il destino è ormai segnato. Sul dischetto si presenta lo spagnolo Gerard Ruiz, che non sbaglia e regala all’Atalanta la Coppa Italia.

Padoin: “La squadra ha onorato la competizione”

Dopo la delusione del post partita, il tecnico bianconero, Simone Padoin ha analizzato il match e le prestazioni dei suoi ragazzi ai microfoni di Sportitalia, sottolineando l’atteggiamento mostrato nel quadrato di gioco: “Quando una squadra riesce a creare e mettere dentro tante palle, rischi poi che basta una piccola disattenzione e vieni punito. Peccato, io penso che l’Atalanta abbia fatto un primo tempo migliore del nostro, noi siamo partiti un po’ così così ”, Padoin ha spiegato il primo tempo evidenziando come l’episodio abbia inciso sull’andamento della gara, ammettendo le difficoltà iniziali prima di riconoscere la crescita della squadra nel corso del match: “Poi però su una bella azione abbiamo trovato il gol del vantaggio e secondo me ci siamo un po’ sciolti. Nel secondo noi ci siamo difesi con molto ordine e siamo ripartiti molto bene.”

Nonostante il risultato finale, il tecnico ha voluto difendere con forza i suoi giocatori: “Non posso rimproverare niente ai ragazzi. Anzi, sono fiero di come hanno giocato, usciamo a testa altissima e questo era quello che mi interessava“, ribadendo come l’atteggiamento sia stato l’aspetto più importante. Un concetto rafforzato anche dal valore del percorso: “Infatti, questa è la soddisfazione più grande, sono sincero. Venire qua e giocare senza i 2006, inserire dei 2009 è un grande piacere. Sono fortunato perché faccio parte di questa società, una società come la Juventus che punta tantissimo al settore giovanile”.

Spazio poi anche a una riflessione personale sul suo percorso in panchina: “È ancora molto presto, non basta un anno per superare qualche step”, ha dichiarato, ringraziando la società per la fiducia ricevuta. Infine, uno sguardo al futuro e alla corsa playoff: “Difficile, ma daremo tutto: ci sono ancora nove punti a disposizione”.

Una sconfitta che lascia il segno

La Juventus U20 esce dal campo a testa alta, ma con il cuore spezzato. I ragazzi di Mister Padoin abbandonano il sogno vittoria con la consapevolezza di aver disputato una finale di altissimo livello, dominando per larghi tratti e mostrando un’identità di gioco chiara e coraggiosa. Tuttavia, nel calcio si sa, la prestazione non sempre viaggia di pari passo con il risultato.

Resta il fortissimo rimpianto per le tante, troppe occasioni non sfruttate durante i tempi regolamentari: palle gol che avrebbero potuto chiudere il match molto prima del recupero e che, col senno di poi, pesano come macigni. È la dura legge del calcio: non chiudere le partite significa lasciare una possibilità agli avversari. In una finale secca, dove la stanchezza annebbia le idee e i nervi sono tesi, un solo istante può cancellare i sacrifici di un’intera stagione. Questa sconfitta, per quanto dolorosa, deve però trasformarsi in una lezione di crescita: una cicatrice che servirà a questi ragazzi per forgiare il carattere in vista delle prossime sfide.

Sono Eleonora Quaranta, diplomata al liceo delle Scienze Umane. Amo guardare e parlare di calcio, infatti fin da piccola il mio sogno è sempre stato parlare di calcio e trasmettere la mia passione e raccontare con professionalità ciò che amo.

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