Locatelli suona la carica: “Juve, a San Siro con personalità. Inter matura, ma noi cresciamo”

Il capitano bianconero presenta il Derby d'Italia tra elogi a Spalletti, il ritorno di Boga e il rifiuto delle polemiche arbitrali: "Si deciderà sui dettagli".

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Il clima del Derby d’Italia ha ufficialmente avvolto l’ambiente bianconero. Nella conferenza stampa della vigilia, è stato il capitano Manuel Locatelli a presentare la delicatissima trasferta di San Siro, crocevia fondamentale per le ambizioni Scudetto e Champions della Juventus. Reduci dal movimentato pareggio interno contro la Lazio, i bianconeri si presentano alla scala del calcio con la consapevolezza di chi sfida la capolista, ma anche con la ferma volontà di ribaltare i pronostici. «Sappiamo l’importanza della partita di domani. L’Inter è una grande squadra e molto matura, penso che a noi questo sia un po’ mancato ed è lì che risiede la differenza in classifica», ha ammesso con onestà il classe ’98, sottolineando come la personalità e la cura dei dettagli saranno gli unici strumenti per colmare il gap con la corazzata di Cristian Chivu.

La fiducia in Spalletti e il ritorno dell’effetto Sassuolo

Un passaggio significativo della conferenza ha riguardato il legame tra lo spogliatoio e Luciano Spalletti, il cui futuro resta un tema caldo nonostante il tecnico preferisca il silenzio mediatico. «Siamo molto contenti di lavorare con lui. Il mister non ama che si parli della sua posizione, ma la sintonia è totale», ha ribadito Locatelli, confermando come l’identità tattica trasmessa dal tecnico toscano sia il pilastro della risalita juventina. Il capitano ha poi accolto con entusiasmo il nuovo acquisto Jeremie Boga, ritrovato dopo i comuni trascorsi in Emilia: «È stato bello riabbracciarlo, ci darà una grande mano nell’uno contro uno. Lo vedo molto più convinto rispetto al passato». Parole di stima sono arrivate anche per Andrea Cambiaso, reduce da un periodo meno brillante: «Deve solo stare tranquillo, ha una personalità forte e merita questa maglia».

Strategia anti-Inter: tra fisicità e assenza di alibi

Sul piano tattico, Locatelli ha glissato sulle scelte di formazione, pur confermando l’ottimo stato di forma di Khephren Thuram e la centralità di Teun Koopmeiners nei meccanismi della squadra. La Juventus che si presenterà al Meazza sarà una compagine giovane, chiamata a una prova di maturità collettiva per superare l’impasse della gestione dei momenti critici del match. «Si può sempre migliorare, il mister ci dice che abbiamo margini enormi. Tutto parte dall’allenamento», ha spiegato il centrocampista, respingendo inoltre ogni tentativo di alimentare le polemiche arbitrali che hanno caratterizzato le ultime giornate: «Non voglio entrare in queste questioni, non mi piace creare attriti con i direttori di gara».

In chiusura, il capitano ha rivolto un pensiero al proprio percorso personale e al legame viscerale con i colori bianconeri: «Cerco di dare il meglio sempre, mettendoci il cuore anche quando le prestazioni non sono perfette. L’amore per questa maglia non mi mancherà mai». La Juventus arriva dunque al summit decisivo con le pile ricaricate e una missione chiara: dimostrare che il gap di otto punti dalla vetta è solo un dato numerico che la fame della “Giovane Signora” può ancora provare a scalfire.

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