Il “fino alla fine” tanto declamato tra le mura bianconere non è più soltanto un motto, un qualcosa a cui aggrapparsi. Luciano Spalletti ha convertito queste tre parole in identità, a un qualcosa in cui aggrapparsi nuovamente, in un mantra. Il tecnico di Certaldo ha donato alla Juventus una nuova linfa, una nuova identità. I giocatori, che con Thiago Motta prima e Tudor poi non avevano mai avuto uno scossone, sono tornati a sentirsi giocatori della Juventus. Sin dalla prima conferenza stampa Spalletti aveva fatto capire l’importanza di vestire i colori della vecchia signora.
La Juventus, che in precedenza magari si accontentava di pareggiare le partite, ora rischia, ci crede. I bianconeri sono una squadra più consapevole. I ragazzi credono fermamente nei loro mezzi, tecnici e mentali, e nelle loro possibilità. Con la Lazio è arrivato un pareggio in extremis. Questo punto complica il percorso verso un posto per la Champions League, con la Roma che ha agganciato i bianconeri ma, allo stesso tempo, dona tanta fiducia al gruppo allenato dall’ex tecnico della nazionale.
Come Spalletti ha cambiato la Juventus
Spalletti in soli tre mesi e mezzo è riuscito a tramutare queste parole in fatti. La Juventus, dal suo arrivo, è notevolmente cambiata. Non è più una squadra remissiva. I bianconeri lottano fino al triplice fischio, recuperando e ribaltando partite che sembravano indirizzate verso una sconfitta. Anche contro la Lazio, nonostante tutti i problemi di finalizzazione, complice il fatto di non aver comprato un attaccante nel mercato di riparazione e con David e Openda che non riescono a trovare il gol, la Juventus ha tenuto fede a quel motto. Il gol finale di Kalulu è arrivato al minuto 96′, quando non ci credeva più nessuno.
Le partite del “Fino alla fine”
In questa stagione sono state tre le partite in cui la Juventus ha lottato fino alla fine, rimontando negli ultimi minuti di gioco una situazione che sembrava complicata. Nelle prime due vi era ancora Igor Tudor sulla panchina bianconera.Contro l’Inter, il 13 settembre dello scorso anno, ci ha pensato Vasilije Adzic, con una gran conclusione dalla distanza, a trovare il gol del 4-3. La Juventus era partita forte in quella occasione, andando anche sopra di 2 gol. La rimonta dell’Inter avrebbe distrutto psicologicamente ogni squadra. La Juventus non molla e pareggia prima con Thuram e poi porta a casa i tre punti con il gol del già citato Adzic al 91′.
Nemmeno il tempo di far riprendere i tifosi dalle emozioni che la Juventus ribalta ancora una volta una partita che si era fatta difficilissima. Allo Stadium, contro il Borussia Dortmund, la Juventus pareggia 4-4. I bianconeri, dopo esser stati sotto 2-4, la recuperano nei minuti di recupero. Vlahovic segna al 91′, firmando la sua doppietta personale. Kelly al 96′ pareggia i conti, regalando un punto d’oro alla Juventus.
L’ultima partita è quella più recente. Domenica sera, contro la Lazio ci pensa Kalulu a salvare Spalletti dalla seconda sconfitta consecutiva. Il difensore bianconero sigla il gol del pareggio al minuto 96′, facendo esplodere l’Allianz Stadium che non ha mai smesso di incitare i suoi ragazzi. Dopo gli errori individuali che hanno portato ai gol e la mancata capacità di finalizzare le occasioni, chiunque si sarebbe arreso. I bianconeri no, hanno lottato e sono riusciti a portare a casa un risultato positivo.
La Juventus ora è chiamata a due settimane di fuoco. Oltre alle partite con Inter e Como, gli uomini di Spalletti saranno chiamati anche ad affrontare il doppio confronto con il Galatasaray per il playoff di Champions League, fondamentale per proseguire il cammino europeo.
