Alla ricerca dell’attaccante perduto

Non è solo una suggestione letteraria, ma il ritratto fedele di una Juventus che da tempo fatica a individuare il profilo giusto là davanti. Il problema, però, potrebbe non essere soltanto il nome, bensì l’approccio.

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I soldi scarseggiano, e questo condiziona inevitabilmente le scelte. Il ricorso continuo al prestito con diritto di riscatto è una formula che convince sempre meno club e giocatori: i primi temono di svalutare i propri asset, i secondi appaiono sempre meno abbagliati dal progetto bianconero. E, guardando agli ultimi anni, è difficile biasimarli. Tanti, forse troppi, buoni giocatori passati da Torino hanno perso certezze e valore. La Juventus non è mai stata per tutti, questo è sempre stato chiaro. Ciò che oggi sorprende è la confusione dirigenziale.

Sondaggi e suggestioni

Negli ultimi giorni, infatti, la Juventus ha sondato una lunga lista di attaccanti molto diversi tra loro: Kolo Muani, Zirkzee, Beto, En-Nesyri, Dovbyk, ma anche profili più dinamici come Adeyemi, Mateta o Sørloth, senza dimenticare suggestioni come Chiesa, Carrasco e Schjelderup. Profili giovani e da valorizzare si mescolano a centravanti fisici, seconde punte, esterni offensivi e giocatori in cerca di rilancio, accomunati più dall’occasione che da una reale compatibilità tecnica. Un elenco che racconta l’assenza di una linea precisa e rafforza il dubbio che la priorità non sia trovare il giocatore giusto, ma semplicemente aggiungere un nome al reparto. In un contesto del genere, anche il mercato rischia di diventare rumore, più che progettualità.

Alla fine, il vero nodo non è il nome che arriverà, ma il contesto in cui verrà inserito. Perché senza una visione chiara, senza un’idea precisa di calcio e di progetto, anche il miglior attaccante rischia di smarrirsi. La Juventus ha costruito la propria storia sulle certezze, non sull’improvvisazione. E allora forse la risposta è proprio lì. Se i risultati con Spalletti sono tornati positivi, la Juventus farebbe bene a seguire quel filone anche sul mercato, evitando scorciatoie e occasioni estemporanee. Dare continuità alle idee viste in partita, scegliere un attaccante funzionale a ciò che la squadra sta costruendo e non il contrario, sarebbe il primo vero segnale di lucidità. Ritrovare una direzione, prima ancora di un centravanti, è oggi la vera urgenza.

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