La Juventus si gioca una fetta di Champions League questa sera all’Allianz Stadium, dove ospita il Benfica in una gara decisiva della fase europea: Luciano Spalletti, dopo il ko di Cagliari, sceglie di voltare pagina affidandosi a una formazione più fisica e strutturata, con Michele Di Gregorio nuovamente titolare tra i pali e Khéphren Thuram pronto a riprendersi il centrocampo dal primo minuto.
Thuram dall’inizio, Di Gregorio torna tra i pali
La notte europea impone scelte nette. Spalletti ridisegna l’undici iniziale della Juventus puntando su uomini di affidabilità immediata. In porta rientra Di Gregorio, chiamato a garantire sicurezza e gestione nei momenti di pressione, mentre in mezzo al campo la presenza di Thuram diventa centrale per reggere l’urto e alzare il livello di intensità. La sua fisicità e la capacità di strappare palla al piede hanno convinto il tecnico a preferirlo ad altre soluzioni più tecniche, in una partita che si annuncia bloccata e combattuta.
McKennie trequartista mobile, Conceição carta dalla panchina
Davanti, l’idea è quella di una Juventus fluida e adattabile. Weston McKennie parte nominalmente largo a destra nel terzetto alle spalle di David, con Miretti al centro e Yildiz sul lato opposto, ma il suo compito sarà quello di accentrarsi progressivamente, creando superiorità numerica tra le linee. Una scelta funzionale anche alla gestione delle energie, perché Spalletti ha già in mente la mossa a partita in corso: Francisco Conceição è destinato a entrare negli ultimi trenta minuti per spezzare il ritmo, allargare il campo e sfruttare eventuali spazi lasciati dagli avversari.
Una Juventus pragmatica per una notte che pesa
Il piano partita è chiaro: equilibrio, compattezza e lettura dei momenti. Contro un Benfica esperto e abituato alle notti europee, la Juventus non può permettersi sbavature. Serviranno corsa, inserimenti e lucidità nelle scelte finali, perché questa sfida vale più di tre punti: è un crocevia europeo che può indirizzare il cammino bianconero in Champions League.

