La Juventus ha deciso di accelerare in modo netto sul profilo di Jean-Philippe Mateta, individuato come obiettivo prioritario per rinforzare l’attacco già in questa finestra di mercato. La scelta nasce da una valutazione tecnica precisa e condivisa ai piani alti: il club vuole aggiungere un centravanti con caratteristiche diverse rispetto a quelle attualmente presenti in rosa, riducendo al minimo i rischi in vista della corsa Champions.
Mateta prima di tutto: la linea tecnica è tracciata
Il via libera è arrivato dopo settimane di osservazioni e confronti interni. Luciano Spalletti ha indicato Mateta come prima opzione, davanti ad alternative che restano sullo sfondo e a profili pensati più come rincalzi. La preferenza è chiara: serve un attaccante pronto, fisico, abituato a reggere il peso dell’area e a dare soluzioni diverse al reparto offensivo.
La valutazione economica rafforza la scelta. Il costo dell’operazione è considerato sostenibile, con una forbice stimata tra i 25 e i 35 milioni di euro, e un ingaggio compatibile con i parametri bianconeri. Età, rendimento e prospettiva rendono l’operazione coerente con la linea di contenimento dei costi senza rinunciare alla competitività.
Il salto di status e la fiducia dell’ambiente
A rafforzare il profilo di Mateta c’è anche un elemento simbolico ma rilevante: la convocazione nella nazionale francese da parte di Didier Deschamps. Un passaggio che ha certificato la crescita del giocatore e ne ha alzato lo status internazionale, trasformandolo da opzione interessante a nome affidabile per un contesto di alto livello. In casa Juventus questo aspetto è stato letto come una conferma: Mateta non è una scommessa, ma un attaccante che ha già dimostrato di poter reggere pressioni e palcoscenici importanti.
L’urgenza dell’attacco e il nodo Vlahovic
La riflessione si intreccia inevitabilmente con la gestione del reparto offensivo. Affidarsi al solo Dušan Vlahović non viene più considerato sufficiente, soprattutto alla luce delle incognite legate ai tempi di recupero di chi dovrebbe completare il reparto. La Juventus non vuole ritrovarsi scoperta nei momenti decisivi della stagione, quando la qualificazione alla Champions League diventa una necessità, non un obiettivo opzionale.
L’idea è chiara e guarda anche al medio periodo. L’uscita futura di Vlahovic libererebbe circa 23 milioni di euro lordi a bilancio, una cifra che il club intende reinvestire con criterio. Inserire Mateta già ora significherebbe anticipare la transizione, garantendosi mesi di adattamento alla Serie A e un attaccante già rodato per la prossima stagione europea.
Strategia e tempismo: una mossa che guarda avanti
La Juventus non vuole rimandare decisioni strutturali. Mateta rappresenta una soluzione immediata e progettuale, capace di incidere subito e di accompagnare il club in una fase di rinnovamento senza strappi. La dirigenza, consapevole della posta in palio, preferisce muoversi ora piuttosto che inseguire alternative d’emergenza più avanti. Il segnale è forte: la Juve ha scelto il suo attaccante e intende provarci fino in fondo, con l’obiettivo di mettere al sicuro il presente e costruire con lucidità il futuro.

