La Juventus lavora sottotraccia, ma con una linea ormai chiara: rafforzare le corsie con un profilo duttile e già pronto, senza farsi trascinare in aste né operazioni fuori scala. In questo scenario prende sempre più corpo la pista che porta a Óscar Mingueza, nome che a Torino viene considerato una soluzione strategica più che un semplice colpo d’occasione.
Il tempo, in questa storia, è un fattore decisivo. Perché se gennaio resta una finestra complicata, l’estate è già cerchiata in rosso negli uffici della Continassa. I contatti avviati nelle ultime settimane hanno prodotto un risultato concreto: il giocatore ha aperto con convinzione alla destinazione bianconera, mostrando disponibilità anche ad attendere la naturale scadenza dei tempi di mercato.
Il sì del giocatore e il lavoro diplomatico della Juventus
Il recente viaggio in Spagna del direttore sportivo Marco Ottolini non è stato un semplice sondaggio esplorativo. Al contrario, ha permesso alla Juventus di incassare il gradimento pieno di Mingueza, che vede nel progetto bianconero un salto di qualità sportivo e di prospettiva. Sul tavolo c’è una proposta chiara: contratto quadriennale da circa 1,2 milioni netti a stagione, una cifra che raddoppierebbe l’ingaggio attuale del calciatore ma resterebbe pienamente coerente con i parametri economici del club.
È un segnale importante, perché consente alla Juventus di muoversi con una certa serenità, forte di un’intesa già costruita sul piano personale. In altre parole, la concorrenza è stata neutralizzata prima ancora di entrare nella fase calda, compresa quella proveniente dalla Premier League.
Il nodo Celta e l’ombra del Barcellona
Se sul fronte del giocatore la strada appare spianata, il dialogo con il club resta il vero ostacolo. Il Celta Vigo continua a fare muro, forte di una posizione contrattuale che gli consente di non concedere sconti. A irrigidire ulteriormente la trattativa c’è la presenza del Barcellona, titolare del 50% sulla futura rivendita del difensore: un dettaglio che pesa come un macigno su qualsiasi trattativa al ribasso.
La prima proposta juventina, giudicata troppo distante dalle richieste, è stata rispedita al mittente senza troppe discussioni. La clausola rescissoria da 20 milioni di euro resta il riferimento ufficiale, anche perché il Celta dovrebbe poi muoversi rapidamente sul mercato per individuare un sostituto, complicando ulteriormente l’operazione a gennaio.
Gennaio resta difficile, ma l’estate è un’opzione reale
A Torino, però, non c’è fretta né allarmismo. La sensazione è che il tempo giochi a favore della Juventus, soprattutto se il Celta dovesse trovarsi costretto a rivedere le proprie posizioni con l’avvicinarsi della scadenza contrattuale del giocatore. Per questo la porta di gennaio resta appena socchiusa, mentre l’ipotesi estiva prende sempre più consistenza.
La strategia è chiara: non forzare oggi ciò che può essere chiuso domani a condizioni migliori, mantenendo il controllo della trattativa e senza compromettere l’equilibrio economico. Mingueza, intanto, aspetta. E questo, nel mercato, è spesso il segnale più forte.

